Un’antica masseria ottocentesca trasformata in un laboratorio di design e ospitalità contemporanea, con una forte visione imprenditoriale e con un profondo legame verso la nostra terra.
Da qualche mese in Sicilia ha visto luce una storia imprenditoriale che coinvolge l’agricoltura e l’ospitalità, la ristorazione e la sostenibilità, l’amore per la terra e il desiderio di trasformarlo in una risorsa. Concreta, tangibile, reale. Quel che sorprende, in una regione dove l’imprenditoria ha sempre conosciuto diversi tipi di ostacoli, è come la storia di Peppe, Tonio, Valentina e Chiara della famiglia Cancemi si inserisce in un quadro che via via sta diventando sempre più ampio: quello di vivere l’isola attivamente, rendendosi protagonisti di un approccio fattivo e aggiornato.
Un approccio che non solo riconosce le potenzialità della Sicilia, ma che è finalmente pronto a farle sbocciare in maniera acuta, intelligente e sensibile, seguendo le esigenze della contemporaneità.
«Siamo una famiglia cresciuta con una forte visione imprenditoriale e con un profondo legame verso la nostra terra – raccontano i quattro, provenienti dal mondo dell’organizzazione di eventi e da quello del settore agricolo – . Il nostro sogno, da sempre, è stato quello di poter mettere radici ancora più solide nella nostra terra natìa e di investirvi, restituendo valore e creando opportunità. Le nostre esperienze professionali spaziano tra il mondo dell’agricoltura, della ristorazione e dell’accoglienza: ambiti che, nel tempo, abbiamo voluto far dialogare tra loro per dare vita a un progetto capace di raccontare la Sicilia più autentica, ma con uno sguardo contemporaneo».
Con questa visione è nato Braccialieri, il nuovo luxury resort ed eco glamping situato nella campagna intorno a Noto. Circondato da un uliveto secolare, offre un’esperienza di soggiorno pensata per chi desidera rilassarsi e riconnettersi con la bellezza del paesaggio circostante. Le origini della tenuta risalgono alla fine dell’Ottocento, quando la proprietà era costituita da una masseria agricola dedita alla produzione di olio. La finalità della famiglia Cancemi è oggi coniugare l’anima rurale del luogo a un modello di ospitalità capace di stabilire le premesse per un virtuoso dialogo tra passato e futuro. «Braccialieri nasce dal desiderio di ridare vita a un’antica tenuta di famiglia risalente al 1883, trasformandola in un luogo capace di coniugare ospitalità, natura, cultura e design – continuano i Cancemi – . L’obiettivo è stato quello di creare un’esperienza di soggiorno che raccontasse la Sicilia attraverso la sua essenza più autentica: la lentezza, la convivialità e la bellezza del paesaggio».
Per dare anima e colore a questo proposito, Peppe, Tonio, Valentina e Chiara si sono rivolti ad Alessandro Enriquez, giovane e già acclamato fashion designer al suo primo progetto di interni. Il progetto testimonia la sua passione per il Mediterraneo attraverso un approccio che propone il resort come una meta inaspettata, ironica e irriverente. «Quando ho messo piede per la prima volta in questo luogo – racconta Enriquez, nato a Palermo e cresciuto professionalmente fra Milano, Barcellona e Londra – sono stato accolto dalla forza di una famiglia che voleva trasformare un antico frantoio in qualcosa di magico. Ho subito respirato quella magia che sarebbe arrivata e con questo spirito ho lavorato per due anni fino agli ultimi ritocchi. Ho voluto costruire una nuova immagine della Sicilia, in un luogo pronto a diventare iconico».
Le sei eco-ville e le tre luxury suite, che portano i nomi di piante, elementi e colori simbolo del territorio siciliano, incarnano la filosofia del progetto: vivere in sintonia con la natura, tra comfort contemporaneo e memoria del luogo.
Il tocco narrativo di Enriquez si ritrova anche negli spazi comuni, come il Braccialieri Cafè, con le sue carte da parati che evocano la pasticceria siciliana di una volta, e il ristorante Dodici Zappe, dove elementi d’arredo disegnati su misura dialogano con materiali grezzi e atmosfere contadine rivisitate. «Volevamo creare un luogo che rispecchiasse la tradizione siciliana, ma reinterpretata in chiave contemporanea – spiegano i proprietari – . Ogni elemento (dalle architetture in pietra locale agli arredi artigianali) è stato pensato per fondere comfort e identità, con grande attenzione all’impatto ambientale e alla valorizzazione delle risorse locali». E sì, perché la sostenibilità in senso lato costituisce il filo conduttore delle scelte dei proprietari, sensibili a una visione dell’ospitalità improntata al rispetto per la natura, per il territorio e per le persone che lo vivono.
Virtuosa, infatti, è anche la scelta di interagire con fornitori, produttori e professionisti del luogo: «Collaboriamo con artigiani, agricoltori, produttori locali e professionisti del wedding e dell’hospitality, generando un indotto economico significativo e contribuendo alla crescita dell’economia del territorio», spiega la famiglia Cancemi. Questo approccio si esprime nell’utilizzo di materiali naturali e riciclati, nell’autonomia energetica della struttura, nel recupero dell’acqua piovana e nella gestione consapevole delle risorse.
Anche la proposta gastronomica riflette questa filosofia: l’olio extravergine d’oliva, i prodotti agricoli e la cucina a km zero con ingredienti biologici rappresentano un modo concreto di promuovere benessere e rispetto per l’ambiente.
Aperto anche agli ospiti esterni per cena, il ristorante Dodici Zappe punta sull’interazione fra innovazione e tradizione, fra tecnica contemporanea di esecuzione e anima territoriale degli ingredienti. Ai fornelli troviamo lo chef Francesco Giura che per i suoi piatti attinge a piene mani dall’Orto Pizzuta, cuore verde della dimora, coltivato secondo pratiche sostenibili e stagionali, oltre a rifornirsi da piccole eccellenze del territorio, come agricoltori, pescatori e botteghe artigianali. Con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno in carta compaiono piatti come ricotta e pera con uovo cotto a 65°, senape fermentata, crumble di pane al tartufo, ricotta flambata ed erbe spontanee, risotto al ragù di funghi con castagne e melograno, filetto di manzo accompagnato da zucca e fondo allo zenzero.
Convinti che oggi l’ospitalità in Sicilia debba trasmettere emozioni autentiche, valorizzare il territorio e offrire esperienze su misura, i proprietari del resort puntano sull’importanza di coniugare accoglienza, cultura, design e sostenibilità, mantenendo vivo il legame con la comunità locale e con la storia del luogo. «Il nostro modello di business si basa sull’idea di un’ospitalità esperienziale e sostenibile – concludono – . Braccialieri è un resort a gestione familiare, fondato su un approccio imprenditoriale moderno che unisce accoglienza di alto livello, ristorazione a km zero, eventi privati e wedding destination. Ogni attività è parte di un ecosistema integrato e coerente, pensato per valorizzare il territorio e offrire ai nostri ospiti esperienze autentiche, in equilibrio tra tradizione e innovazione».



