Da James Turrell ad Aarhus a Tomás Saraceno a Monaco, fino alla nube di Fujiko Nakaya alla Bourse de Commerce di Parigi. tre opere trasformano gli elementi naturali in esperienze di percezione, spazio e tempo
L’estate si apre con un calendario denso di appuntamenti dedicati all’arte contemporanea, offrendo l’occasione di esplorare alcune delle installazioni più significative del panorama europeo. Da Aarhus in Danimarca a Monaco di Baviera, fino a Parigi, prende forma un itinerario che attraversa musei accomunati da una riflessione sul rapporto tra arte, luce e natura. Le opere in mostra mettono al centro elementi quali luminosità, acqua e aria, trasformandoli in strumenti di esperienza e percezione. Il cammino inizia in Danimarca, dove ARoS Aarhus Art Museum presenta As Seen Below – The Dome, il nuovo Skyspace di James Turrell. Con i suoi sedici metri di altezza e quaranta di diametro, raggiunge una scala che il museo paragona a quella del Pantheon. Ma è il percorso a definirne l’avvenimento: un corridoio sotterraneo conduce a una vasta camera sormontata da una cupola emisferica. Qui la luce naturale filtra dall’oculo centrale e trasforma lo spazio, che cambia con il passare delle ore e delle stagioni. La volta si accende di sfumature impercettibili, mentre il cielo, incorniciato dall’apertura, sembra perdere profondità e diventare una superficie sospesa. Da oltre cinquant’anni James Turrell esplora la luce come materiale e la percezione come conoscenza. I suoi celebri Skyspaces – ambienti architettonici aperti verso il cielo – modificano il modo in cui guardiamo la natura e non solo. Sedersi al loro interno significa rallentare e lasciare che tempo, condizioni atmosferiche e luce trasformino progressivamente lo spazio e lo sguardo. As Seen Below porta questa ricerca a una dimensione senza precedenti. L’evento si articola in tre modalità: open sky apre la cupola completamente e il cielo diventa protagonista, mentre in colour shift l’oculo si chiude e la luce artificiale altera la percezione di forme, profondità e colore. Le sessioni twilight, infine, rappresentano momenti spettacolari: all’alba e al tramonto la luce interna si sincronizza con quella naturale, dando vita a una sequenza cromatica di straordinaria intensità in cui architettura, cielo e percezione sembrano fondersi.
Da Aarhus il viaggio prosegue a Monaco di Baviera dove, dal 17 luglio 2026, l’Haus der Kunst presenta Ancestral Futures. Il progetto riunisce i principali filoni della ricerca di Tomás Saraceno in un tragitto immersivo dedicato alle relazioni tra esseri viventi, tecnologia, risorse naturali e futuro del pianeta. Installazioni, sculture a mezz’aria e ambienti multispecie mettono in dialogo Aerocene e Arachnophilia, i due programmi che l’artista argentino sviluppa da oltre un decennio. Il primo esplora forme di mobilità e di vita libere dai combustibili fossili attraverso dispositivi alimentati da energia solare, aria e calore; il secondo prende le architetture e i comportamenti dei ragni come modello per immaginare nuove relazioni tra specie.
Fulcro della mostra è El Santuario del Agua, una nuova commissione permanente realizzata insieme alle comunità indigene della Red Atacama e delle Salinas Grandes, nel nord dell’Argentina. Il progetto nasce come gesto condiviso di tutela dei territori ancestrali minacciati dalle attività estrattive legate ai minerali strategici per la transizione energetica. Tra le nuove produzioni figura anche Towards the Sanctuary of Water, frutto delle innovazioni maturate nel corso di oltre dieci anni di ricerca di Saraceno sulle architetture dei ragni e delle ragnatele, sui loro materiali e sui loro comportamenti. Da questa ricerca nasce anche un programma di apprendimento e coinvolgimento del pubblico, sviluppato con la Fondazione Aerocene.
Con Ancestral Futures, Haus der Kunst conferma la propria attenzione per pratiche artistiche che intrecciano sperimentazione e impegno ecologico, proponendo una riflessione sulle forme di coesistenza e sulle responsabilità condivise verso il pianeta. Da Monaco il percorso si conclude a Parigi dove, fino al prossimo 14 settembre, la Rotonde della Bourse de Commerce (Pinault Collection) è trasformata da Cloud #07156: una nuova Fog Sculpture di Fujiko Nakaya, realizzata per la mostra Clair-obscur. Sotto la grande cupola vetrata, l’artista giapponese introduce una nube di finissime particelle d’acqua che si forma, si dissolve e si ricompone in risposta ai movimenti dell’aria e del pubblico, instaurando un dialogo con l’architettura di Tadao Ando.
Per Nakaya la nebbia possiede una qualità unica: rende invisibile ciò che abitualmente vediamo e, allo stesso tempo, rivela ciò che normalmente sfugge alla percezione, come le correnti d’aria, le variazioni atmosferiche e le relazioni tra i corpi. Non riempie lo spazio, ma lo rende tangibile. L’opera richiama così il concetto giapponese di ma, l’intervallo inteso non come vuoto, ma come luogo di connessione tra esseri, oggetti e ambiente. Le sue Fog Sculptures, che l’artefice definisce anche “sculture atmosferiche”, nascono dall’incontro tra tecnologia e natura. Attraverso un sistema di pompe ad alta pressione e ugelli che nebulizzano l’acqua in microparticelle, Nakaya ricrea un fenomeno atmosferico destinato a mutare senza sosta. Più che un oggetto, l’opera è una “conversazione con il vento”, in cui ambiente, tempo e presenza dei visitatori contribuiscono a determinarne la forma. Anche il titolo, Cloud #07156, rimanda a una stazione meteorologica nei pressi della Bourse de Commerce, suggerendo un legame diretto con le condizioni climatiche della capitale. Tre artisti, tre modi diversi di rendere visibili elementi immateriali trasformando lo spazio espositivo in un’esperienza sensibile e in continua evoluzione.
In copertina: The Sanctuary of Water Day 2026 © Studio Tomás Saraceno



