Da Pechino a Hong Kong, la mostra “In Focus” al museo M+ ripercorre dieci progetti attraverso modelli, materiali e archivi, raccontando il metodo dello studio e il cambiamento delle città cinesi
Con sede a Basilea e un team di oltre cinquecento professionisti, Herzog & de Meuron è uno studio che da quasi cinquant’anni interroga il presente attraverso l’architettura. Più che un linguaggio riconoscibile, ha costruito un metodo: leggere il contesto, attraversare scale e geografie diverse e mettere in discussione ciò che appare acquisito. Ogni progetto nasce così da una responsabilità che supera i confini del brief, del sito e della disciplina, assumendo lo spazio costruito come fatto pubblico. Con oltre seicento interventi in quaranta paesi, Herzog & de Meuron si è misurato con questioni collettive quali la città, la cultura, la memoria e le trasformazioni sociali, facendo dell’architettura un dispositivo critico capace di interpretare il cambiamento.
Negli ultimi vent’anni, questa attitudine ha trovato in Cina uno dei suoi principali campi di ricerca. La rapidità e la scala delle trasformazioni urbane del Paese hanno offerto allo studio un terreno sul quale verificare i propri principi compositivi, tra infrastrutture civiche, istituzioni culturali e grandi operazioni urbane. A Hangzhou, questo confronto prende forma nel Grand Canal Museum Complex, progetto in corso che accosta due architetture solo in apparenza opposte: il volume sospeso del museo in vetro blu, dedicato alla storia del Canale Imperiale, e la massa minerale della Mountain, destinata agli uffici. Insieme reinterpretano la formula tradizionale “acqua davanti, montagna dietro”, trasformando una concezione del paesaggio in una nuova condizione urbana. Non una citazione della tradizione, ma la sua traduzione contemporanea.
È in questo contesto che M+, il museo di cultura visiva contemporanea di Hong Kong, presenta Herzog & de Meuron: In Focus, una mostra che attraversa vent’anni di lavoro dello studio in Cina. Più che edifici compiuti, l’esposizione ne segue la genesi attraverso elementi provenienti dagli archivi di Basilea.
«Concentrandosi su dieci progetti fondamentali in Cina, questa mostra traccia sia l’evoluzione della visione creativa che definisce lo studio di Herzog & de Meuron, sia la più ampia trasformazione del paesaggio urbano cinese», spiega Ikko Yokoyama, senior curator, head of design and architecture di M+. «L’allestimento con scaffalature a vista, ispirato al Kabinett, riposiziona la galleria come spazio di scoperta e dialogo. Presentando i modelli, i materiali, i metodi e le ricerche alla base di questi importanti progetti architettonici, invitiamo i visitatori a scoprire il percorso di sperimentazione e il processo decisionale che stanno dietro a ciascuna opera, dalle prime idee alla forma realizzata».
Tra i progetti presentati, il National Stadium di Pechino (2002–2008), Tai Kwun (2006–2018) e M+ (2012–2021) restituiscono tre momenti di questa relazione con il territorio. Il primo, comunemente conosciuto come il Nido d’uccello, è divenuto simbolo della nuova identità urbana della capitale e interpreta la dimensione civica attraverso una struttura capace di farsi icona. A Hong Kong, Tai Kwun trasforma l’ex Central Police Station, il Central Magistracy e il Victoria Prison in un centro per il patrimonio e le arti, preservandone i due grandi cortili e restituendoli alla città come spazi pubblici. M+, nel West Kowloon Cultural District, costruisce invece una nuova istituzione dedicata alla cultura visiva contemporanea asiatica, riunendo arte, design, architettura e immagini in movimento. La facciata, concepita come uno schermo led, porta il museo nello spazio urbano e nello skyline. Se Tai Kwun lavora sulla memoria e sulla riattivazione di un vuoto urbano, M+ costruisce una nuova centralità culturale: due modi diversi di intendere l’architettura come dispositivo pubblico.
Herzog & de Meuron: In Focus segue questa traiettoria attraverso dieci progetti chiave realizzati tra il 2002 e il 2021, mostrando il processo che precede la forma costruita. Modelli, prototipi, schizzi e materiali di lavoro rendono leggibile il confronto con il sito, la materia e il contesto culturale, trasformando il progetto in un campo di osservazione.
Al centro di questa impostazione c’è il Kabinett di Herzog & de Meuron: un organismo vivo, un archivio-laboratorio che racconta oltre quarant’anni di pratica progettuale attraverso opere e documenti conservati con cura quasi rituale. Nato nel 2015 come fondazione non profit, riunisce tre sezioni – Architektur, Kunst e Foto – e custodisce tutto ciò che lo studio ha prodotto o raccolto dal 1978: disegni, modelli, testi, mock-up e filmati, insieme a una sorprendente costellazione di opere d’arte e alla monumentale Fotosammlung Ruth und Peter Herzog, con oltre cinquecentomila immagini che trasformano l’archivio in una vera Wunderkammer. Più che un deposito, il Kabinett è un luogo di ricerca e scambio, aperto a istituzioni e discipline diverse, dove la memoria diventa materia progettuale e la percezione, tema cardine per Herzog & de Meuron, si traduce in un dispositivo critico per leggere e reinventare l’architettura contemporanea.
Herzog & de Meuron: In Focus, aperta al pubblico dal 12 settembre 2026 fino a gennaio 2027, celebra il quinto anniversario del museo e rappresenta la seconda fase della significativa donazione di Herzog & de Meuron alle Collezioni M+, riaffermando il dialogo continuo tra l’istituzione e il celebre studio di architettura autore del complesso.
In copertina: View of concourse with chandelier, National Stadium (2002–2008), Beijing, 2008 © Iwan Baan



