Consumi, tecnologia e clima: la nuova filiera alimentare italiana riparte da 118 imprese mappate dal Report curato da Cariplo Factory
Dall’agritech alla distribuzione, a più di dieci anni dalla conclusione di Expo 2015, l’alimentazione torna a occupare il centro della scena pubblica ed economica nel nostro Paese. Non si tratta più soltanto di celebrare l’eccellenza e la tradizione, ma di governare una complessa fase di transizione. Il settore agroalimentare, pilastro strategico del sistema Italia, si trova oggi esposto a una serie di pressioni senza precedenti, stretto tra l’urgenza della crisi climatica, la scarsità di risorse, come la riduzione della superficie coltivabile e il consumo di suolo, le tensioni geopolitiche globali e le nuove abitudini di consumo. In questo scenario frammentato, la risposta non può risiedere nel semplice miglioramento dell’esistente, bensì in una profonda riconfigurazione ecologica, tecnologica e culturale delle filiere, capace di ridefinire il concetto stesso di cibo e di produzione.
A tracciare i contorni di questa evoluzione silenziosa è il nuovo report “Next-Gen Food: Il futuro del cibo, il cibo del futuro”, curato da Cariplo Factory, uno dei più importanti hub di innovazione in Italia focalizzato su digital transformation e circular economy. Lo studio offre una mappatura accurata di 118 piccole e medie imprese attive lungo l’intera filiera alimentare, dall’agritech agli alimenti alternativi, dalla trasformazione alla distribuzione, proponendo soluzioni nate dal basso laddove il sistema industriale fatica a trovare risposte tempestive. Ne emerge un ecosistema dinamico, dove il 39% delle realtà lavora già con tecnologie sperimentate in ambienti operativi, tre su quattro hanno ricevuto premi e riconoscimenti, e oltre sei su dieci hanno raccolto investimenti.
Se guardiamo alla geografia dell’innovazione, la mappa italiana rivela una spiccata concentrazione territoriale. Il Nord si conferma il principale epicentro, guidato dalla Lombardia, che da sola ospita il 32% delle realtà monitorate, seguita a breve distanza da Veneto (12%) ed Emilia-Romagna (11%). Tuttavia, si registrano segnali di forte dinamismo anche nelle regioni del Centro-Sud, in particolare in Toscana (8%) e in Puglia 5%), a dimostrazione di come la sensibilità verso le nuove tecnologie applicate alla terra stia contagiando l’intera penisola. Dal punto di vista del mercato, la maggior parte di queste imprese sceglie un modello business-to-business (b2b), focalizzandosi sulla trasformazione dei processi industriali e delle catene di fornitura, mentre il 31% si rivolge direttamente al consumatore finale e il 5% dialoga con la pubblica amministrazione. Sotto il profilo della maturità aziendale, il tessuto è variegato: il 19% si trova in fase di pre-seed, il 23% in seed, il 26% in early stage e ben il 32% ha raggiunto il growth stage, con una realtà su quattro che pianifica già l’espansione all’estero, guardando principalmente all’Europa.
Il cuore di questa metamorfosi risiede nell’adozione di tecnologie di frontiera. Interpellati sui fattori che guideranno il settore nei primi cinque o dieci anni, i fondatori delle imprese non hanno dubbi: l’intelligenza artificiale e gli advanced analytics si posizionano al primo posto, scelti da oltre il 23% degli intervistati, strettamente interconnessi all’agricoltura digitale, all’IoT e alla sensoristica avanzata e a robotica e automazione. Come sottolineato da Edoardo Bogino, chief innovation officer di Elior Ristorazione, l’integrazione di queste tecnologie permetterà di passare «da una gestione reattiva a una gestione sempre più predittiva, con impatti significativi sia in termini economici che di sostenibilità». I segmenti più presidiati dalle realtà analizzate sono infatti l’agritech e innovative farming e il foodtech legato alla trasformazione.
In questo quadro, la sostenibilità, l’economia circolare e la tutela della salute smettono di essere semplici etichette di marketing per diventare prerequisiti strutturali dell’azione imprenditoriale. Metà delle aziende mappate indica come obiettivo prioritario il rafforzamento della salubrità e della sicurezza alimentare in perfetto equilibrio con l’ambiente, mentre il 34% si focalizza sulla salute e sulla nutrizione personalizzata. Una consapevolezza che si traduce in una rigorosa misurazione scientifica degli impatti: circa un terzo delle imprese utilizza già strumenti come l’analisi del ciclo di vita o il calcolo della carbon footprint, affiancandoli a sistemi di tracciabilità digitale e blockchain per garantire al consumatore finale una trasparenza assoluta sulla provenienza e sulla storia di ciò che porta in tavola. Il professor Giuseppe Banfi, direttore scientifico dell’IRCCS Ospedale Galeazzi–Sant’Ambrogio, evidenzia l’urgenza di «tecnologie progettate per aiutare le persone a selezionare con cura gli alimenti e a scegliere regimi alimentari sani e bilanciati senza cercare scorciatoie».
Nonostante l’alto valore dei progetti, il percorso verso la piena maturità industriale incontra ancora ostacoli significativi. I nodi irrisolti rimangono legati alla difficoltà di accesso a finanziamenti strutturati di scale-up, lamentata da ben sette imprenditori su dieci, alle barriere d’ingresso imposte dai canali della grande distribuzione e alla complessità di un quadro normativo e regolatorio spesso troppo lento rispetto alla velocità dell’innovazione tecnologica. Eppure, la capacità di attrarre capitali esiste: tra le aziende che hanno chiuso un round di investimento, il 19% ha raccolto una cifra compresa tra i 500mila e i 5 milioni di euro.
La sfida del Next-Gen Food, dunque, supera i confini dei laboratori e dei campi coltivati per diventare una sfida sistemica. Come richiamato da Claudia Sorlini, Vicepresidente di Fondazione Cariplo, l’obiettivo cruciale deve essere quello di «creare connessioni tra innovazione, istituzioni e territorio, affinché le soluzioni nate dal basso possano essere testate, adottate e scalate nelle filiere». Solo attraverso la costruzione di reti aperte e inclusive sarà possibile trasferire il valore dell’innovazione sul territorio, trasformando queste intuizioni d’avanguardia in infrastrutture quotidiane e ridisegnando il rapporto con le risorse del pianeta a partire dalla nutrizione.
In copertina: Next-Gen Food: Il futuro del cibo, il cibo del futuro” © Cariplo Factory



