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Rifugi climatici, Giardini Margherita Bologna © Adobe Stock

Rifugi climatici, la mappa delle location nelle città italiane

Mappe interattive, aree ombreggiate e accesso all’acqua: così le città italiane affrontano le ondate di calore con spazi pubblici pensati per proteggere cittadini e turisti


Dai parchi alle biblioteche, dai centri sportivi ai giardini, dalle case di quartiere alle piscine pubbliche: per far fronte alle crescenti ondate di calore, effetti del cambiamento climatico, i Comuni italiani iniziano a organizzarsi con iniziative a tutela dei cittadini, in particolare i più fragili, nonché dei turisti sull’onda di quanto già fatto da molte città europee. Ed è sui cosiddetti rifugi climatici che sono puntati i riflettori.

Firenze e Bologna si sono appena attivate con vere e proprie mappe delle location in cui ci si può “proteggere” soprattutto nelle ore di massimo picco di calore. Aree ombreggiate, refrigerate, in cui c’è disponibilità di acqua. E progetti sono in corso anche a Venezia. Cnr e Ispra hanno inoltre appena pubblicato i risultati di un’indagine che ha quantificato il fenomeno delle isole di calore nei capoluoghi di regione, uno studio a servizio delle pubbliche amministrazioni per consentire di elaborare più agevolmente strategie per la mitigazione delle temperature e per la programmazione di interventi mirati.

È Firenze la città cha vanta il numero più elevato di rifugi climatici facilmente individuabili attraverso una mappa interattiva consultabile online che permette di selezionare la disponibilità di aree verdi fresche, fontanelle con acqua potabile e biblioteche e si possono ottenere informazioni dettagliate su percentuale di ombreggiatura di parchi e giardini o la presenza di impianti di aria condizionata.

In totale sono 44 (di cui 37 spazi aperti ombreggiati e 7 biblioteche), sono tutti liberamente accessibili al pubblico e sono stati individuati sulla base di una serie di criteri come la disponibilità di spazi di sosta, la presenza di zone d’ombra e coperture arboree e persino dove gli asfalti di nuova generazione sono in grado di assorbire il calore e quindi di abbattere le temperature. E il Comune ha già annunciato che la lista dei “rifugi” sarà progressivamente ampliata.

Prima rete di rifugi climatici – in totale 15 fra parchi, giardini, biblioteche e case di quartiere – anche a Bologna e anche in questo caso gli spazi sono stati selezionati sulla base di una serie di parametri: in quelli interni sono presenti aria condizionata, sedute, servizi igienici e accesso all’acqua potabile.

E anche per quel che riguarda parchi e giardini pubblici la città punta su quelli che offrono sedute in aree ombreggiate, servizi igienici e fontanelle. Disponibile come per Firenze una mappa interattiva online, anche con versione in lingua inglese, con tanto di contatti e riferimenti utili per verificare orari di apertura e altri servizi disponibili. E nella lista dei rifugi ci sono anche i portici (sulla mappa è possibile individuare dove si trovano). Per far fronte al problema delle ondate di calore il Comune sta portando avanti inoltre un progetto di prevenzione nell’ambito del Piano Mais (Piano del monitoraggio anziani in solitudine), dedicato in particolare alle persone fragili, in collaborazione con una serie di aziende Usl, Arpae e Protezione Civile, Lepida, il Servizio Ages (Aldebaran gestione emergenza sociale) e il coinvolgimento di diversi attori del territorio, rivolto in particolare alle persone fragili.

Va avanti anche il progetto Rifugi climatici sostenuto dal Cavv-Csv di Venezia, il centro servizi per il volontariato, in collaborazione con l’Università Iuav: 5 le aree selezionate nell’ambito della città metropolitana nei comuni di Chirignago, Martellago, San Donà di Piave, Spinea e Mirano dove saranno portate avanti sperimentazioni per 12 mesi. Il Csv coprirà fino all’80% dei costi per la realizzazione delle sedi, che offriranno spazi confortevoli all’interno e all’aperto, in aree ombreggiate, ben ventilate e con acqua potabile. In tutti gli spazi sarà reso agevole l’accesso anche per le persone con disabilità. Ad aprile è stato inaugurato ufficialmente il progetto che vede protagonista Mirano dove sono scese in campo numerose associazioni per valorizzare il Centro Civico Masenello e il Parco Rabin come rifugi.

I progetti dei rifugi climatici fanno il paio con la messa a punto di mappe sulle isole di calore: su quelle di Meteoblue per la città di Roma è possibile visualizzare a video le aree più calde nelle diverse ore del giorno e anche le previsioni sull’aumento o la diminuzione delle temperature. E stando a quanto emerso in occasione della conferenza stampa del 25 giugno sulle strategie di adattamento climatico del Comune, è l’area nord est della Capitale quella più torrida in assoluto.

Infine, è stata realizzata la prima mappa di calore dei capoluoghi di regione nell’ambito del progetto Mirificus (Monitoraggio degli interventi di riforestazione per l’isola di calore urbana tramite i satelliti), coordinato dall’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe) in collaborazione con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). È stato analizzato il fenomeno delle isole di calore superficiali (Suhi) nei venti capoluoghi di regione grazie all’uso dei dati satellitari Nasa e Copernicus, monitorando il periodo estivo, tra giugno e agosto, nel decennio 2013-2023.

Le città con maggiore complessità topografica e più verde nelle aree periferiche – come L’Aquila, Genova, Torino, Trieste e Trento – presentano differenze termiche più accentuate tra le zone centrali e quelle meno urbanizzate.

Quelle con territori topograficamente più uniformi e prevalentemente di pianura, tra cui Napoli, Milano, Firenze, Roma e la maggior parte dei capoluoghi di regione dell’Italia meridionale, mostrano invece intensità dell’isola di calore più contenute. Determinante la presenza del verde urbano: dallo studio si evince che con un aumento del 5% della copertura arborea a livello comunale si può ridurre la temperatura media superficiale di oltre mezzo grado.

In copertina: Giardini Margherita, Bologna © Adobe Stock

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