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Firenze

Firenze, dove l’artigianato resiste: botteghe, storie e comunità oltre il consumo

Dove il fatto a mano diventa mappa, racconto e futuro


In occasione del Natale, nella città del Brunelleschi, è in corso la campagna #comprArtigiano di Firenze Creativa Christmas, ideata da Artex – Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana e sostenuta dal Comune di Firenze per valorizzare gli acquisti dei doni all’insegna dell’artigianato locale.


Sul sito di Firenze Creativa è a disposizione una vera e propria mappa che individua le realtà creative dell’area metropolitana fiorentina. L’invito è quello di comprare prodotti Made in Florence da mettere sotto l’albero


«La mappa di Firenze Creativa Christmas è un viaggio nelle eccellenze dell’artigianato fiorentino, un invito ad acquistare doni natalizi autentici e di qualità, ma anche un’occasione per esplorare la città attraverso le sue botteghe», spiega Elisa Guidi, coordinatrice di Artex.

Pantografo ha incontrato, fra gli altri, Roberta Giannoccaro, dedita all’arte del micromosaico, che, come ci racconta, conta circa quindici mosaicisti in tutta Italia, sia per la complessità della filatura del vetro sia per il tempo impiegato per realizzare un quadro o un gioiello. «Per quanto mi riguarda fare l’artigiano oggi è più difficile – spiega – ci troviamo in un mondo sempre più omologato, mentre noi artigiani dobbiamo continuare a creare opere autentiche e uniche. Fino a pochi anni fa potevo contare su alcuni artigiani in San Frediano per i supporti dei miei quadri e altro. Oggi sono praticamente tutti chiusi, purtroppo! La passione, quindi, è alla base di tutto». Ci racconta di avere aderito alla #comprArtigiano per mettere in risalto il Conventino, un complesso storico in Oltrarno che per vocazione accoglie artisti e artigiani. «Un posto meraviglioso che accoglie più di 20 attività artigiane, questo succede da oltre 100 anni – continua Roberta. La sinergia fra artisti che si crea, attraverso la condivisione di idee, competenze e creatività genera un valore aggiunto che va oltre la crescita personale».

Nello stesso scenario opera Tommaso De Carlo, decoratore di interni cresciuto professionalmente nelle botteghe fiorentine veterane, che spesso collabora con architetti e decoratori. «Chiaramente il clima è cambiato, è cambiata la società, è cambiato il mondo – racconta a Pantografo – però gli artigiani si muovono sempre in una rete che, bene o male, permette loro di soddisfare le proprie esigenze sia di tipo tecnico sia di tipo culturale. Per cui è vero, si trovano meno artigiani, ci sono delle difficoltà oggettive a livello pratico, però l’artigianato artistico resiste.» Ci spiega anche che, abbassandosi il livello culturale, le conoscenze, gli interessi, la sensibilità del committente spesso viene meno.


Tuttavia, l’artigianato di alto livello lavora per le nicchie che invece sono ancora sensibili, capaci, colte. E che, se decidono di spendere, sono motivate da una scelta culturale


L’artigianato a Firenze vuol dire emozione, contaminazione, solidarietà. La prima è alla base del lavoro di Marina Calamai, per esempio, artista e designer di gioielli rinascimentali fatti a mano con la tecnica della fusione a cera persa. Il suo obiettivo è quello di creare oggetti capaci di “risvegliare i cinque sensi” ispirandosi alla natura e trasformando in modo giocoso gli oggetti di uso quotidiano in opere ad alto contenuto emotivo.

Il sapere artigiano ha inoltre ispirato un nutrito numero di persone che provengono da ogni parte del mondo e che decidono di inserirsi e operare nel fertile contesto fiorentino. È così che nascono storie di contaminazione capaci di arricchire lo scenario artigianale, di diversificarlo, di aggiornarlo, di implementarlo culturalmente oltre i suoi confini locali. Ne è un esempio la storia di Kyoko Morita che, nata negli Stati Uniti e cresciuta a Nara, in Giappone, ha studiato product design e interior design a Kyoto. Dopo le prime esperienze a Tokyo e a Hong Kong, per svolgere la sua professione ha scelto l’Italia e in particolare Firenze, dove ha studiato alla Scuola del Cuoio. Una nuova esperienza la vede poi all’interno della bottega di Dimitri Villoresi, dove rimane entusiasta del lavoro dell’artigiano fiorentino e della sua abilità nel produrre borse di alta qualità senza usare nessuna macchina. Oggi Kyoko Morita ha la sua bottega, dove realizza borse di pelle interamente fatte a mano.

Quando poi l’artigianato incontra la solidarietà si muovono infinite corde. È il caso di Made in Sipario, organizzazione no profit il cui obiettivo primario è unire inclusione sociale e opportunità professionali attraverso la decorazione di oggettistica per la casa. «Aderiamo alla campagna #comprArtigiano di Artex con uno spirito di orgogliosa appartenenza e di sfida culturale -racconta a Pantografo Stefania Piccini, presidente di Made in Sipario Onlus. Volevamo farci conoscere sempre di più, far conoscere la nostra mission e condividere con un numero di persone sempre più alto i valori che ci contraddistinguono da sempre: dare dignità a persone con disabilità intellettiva offrendo loro lavoro dopo averle formate nel settore artigianale della decorazione artistica». Il lavoro di Made in Sipario mette la persona al centro, tenendo conto delle necessità e delle geniali intuizioni artistiche degli “Artisti Speciali” che lavorano fianco a fianco ogni giorno per produrre oggetti unici. L’obiettivo finale è quello di valorizzare il loro potenziale creativo perché possano acquisire maggiori competenze e crescere in professionalità.


«Li chiamo “Speciali” non per retorica, ma perché hanno un modo di vedere il mondo che arricchisce chiunque entri in contatto con loro – continua Stefania. I nostri Artisti sono persone adulte con disabilità intellettiva o autismo. La parola chiave qui è adulti. Spesso la società li tratta come eterni bambini; noi invece offriamo loro un contesto lavorativo vero, con regole, orari, responsabilità e, ovviamente, soddisfazioni personali»


Da Made in Sipario il clima è quello dell’integrazione, della sensibilità, della coralità di intenti, della collaborazione attiva e sinergica. «Si guarda al valore del prodotto, sicuramente, ma soprattutto all’originalità… E se le grosse catene producono oggetti che costano meno buon per loro… Ma non saranno mai come i nostri perché dietro ogni prodotto c’è una storia, quella dell’Artista Speciale o degli Artisti Speciali che hanno contribuito a realizzarlo», conclude Stefania.

E allora forza, tutti a Firenze, per conoscere le realtà artigianali del territorio fiorentino, per gli ultimi regali, per quelli che donerete in ritardo e per quelli che avete in programma di fare durante l’intero arco dell’anno che verrà.

In copertina: Paolo Miniati, orafo © cortesia Archivio Artex 

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