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Carbon Garden at Kew Gardens © Jeff Eden RBG Kew

Arte, scienza e attivazione sociale, nuovi linguaggi raccontano l’ecologia integrale

Tre iniziative da non perdere: Royal Botanic Gardens di Kew a Londra e a Wakehurst nel Sussex


In un contesto globale segnato da crisi ecologiche urgenti, emerge la necessità di sviluppare nuovi linguaggi per comunicare la situazione ambientale. Idiomi che nascono dall’integrazione tra arte e scienza e si configurano come uno strumento efficace per promuovere la consapevolezza ecologica, stimolare l’immaginazione pubblica e favorire l’adozione di comportamenti sostenibili. Questo attraverso installazioni immersive, opere multisensoriali e pratiche transdisciplinari, dove l’arte contemporanea può tradurre concetti scientifici complessi in esperienze tangibili, emotivamente coinvolgenti e cognitivamente accessibili.

Un mondo in cui ogni elemento – dai semi agli alberi, dai funghi ai paesaggi – diventa portatore di memoria, cultura e resilienza e dove le collaborazioni tra artisti, ecologi, botanici e tecnologi generano narrazioni visive e sonore che amplificano il valore della ricerca scientifica, trasformando dati e modelli in strumenti di partecipazione e riflessione. E gli esempi non mancano. Molteplici i progetti dove arte e scienza si fondono e mostrano come sia possibile costruire esperienze capaci di educare e sensibilizzare.


Di rilievo le iniziative allestite presso note istituzioni botaniche: archetipi concreti di come l’arte possa diventare veicolo di divulgazione ambientale e attivazione sociale


Un dialogo che diviene motivo conduttore di eventi emblematici allestiti negli ambiti paesaggistici del Royal Botanic Gardens di Kew a Londra e a Wakehurst nel Sussex. Siti privilegiati che, oltre a svolgere un ruolo importante nella ricerca botanica e nella conservazione della biodiversità, promuovono eventi artistici che interpretano e amplificano il valore ecologico dei loro siti.

Seedscapes è il titolo dell’ultimo programma artistico presentato a Wakehurst, sede della Millennium Seed Bank, inaugurata nel 2000. Una struttura di rilevanza internazionale impegnata nella conservazione di quasi 2,5 miliardi di semi, appartenenti a oltre 40mila specie di piante selvatiche.

Attraverso opere di artisti contemporanei, Seedscapes rivela il lavoro del Millennium Seed Bank, trasformando dati scientifici in narrazioni visive e poetiche che convertono il giardino in una galleria vivente: semi, spesso invisibili e silenziosi, vengono qui presentati come protagonisti di un futuro sostenibile e realtà capaci di rigenerare gli ecosistemi e custodire la diversità biologica. In prima linea opere firmate da sei artisti, che includono paesaggi sonori accanto a sculture in ceramica e in materiali intrecciati insieme a realizzazioni in realtà aumentata.

Nel cuore dei prati che circondano la sede, oltre 500 manufatti in argilla raffiguranti semi di specie protette del ceramista Adam Ceramic mentre sono firmate da Kristina Pulejkova le sculture per impollinatori che offrono rifugio agli insetti e supportano la ricerca scientifica condotta da Kew Gardens. Un percorso multisensoriale che coinvolge anche la struttura del Millennium Seed Bank, reinterpretandone la facciata, invita alla contemplazione silenziosa attraverso la gigantesca scultura di semi di Erythrina Americana di Cristina Ochoa e crea un etereo paesaggio sonoro, ispirato dai dati dei semi recalcitranti cileni, difficili da conservare e a rischio di estinzione.

Da Wakehurst ai Giardini londinesi di Kew dove l’arte digitale diviene il motivo conduttore di Of the Oak: un progetto che ha coinvolto artisti e ricercatori nella reinterpretazione dell’albero di quercia come simbolo di resilienza e connessione, qui ispirato alla storica quercia Lucombe, uno degli alberi più antichi del giardino botanico.

Iniziativa del collettivo artistico Marshmallow Laser Feast, l’istallazione mostra il ciclo vitale dell’albero nelle quattro stagioni esplorando i processi invisibili che sostengono la sua esistenza e includono le sue radici e fogliame, l’assorbimento di anidride carbonica e la produzione di ossigeno.

«Il nostro obiettivo è quello di piantare semi nell’immaginazione umana – spiega Ersin Han Ersin  di Marshmallow Laser Feast – basato su dati scientifici e realizzato in collaborazione con ricercatori, il progetto fonde arte, ecologia e tecnologia per rivelare la quercia non solo come albero, ma come nesso vivente di connessione e reciprocità. L’opera d’arte funge da portale verso il mondo intricato e spesso invisibile che pulsa all’interno della magnifica struttura della quercia, celebrando il suo significato ecologico e le miriadi di forme di vita che sostiene nel corso della sua esistenza».


Of the Oak nasce come un’istallazione interattiva con cui il pubblico può interagire ed è realizzata con tecnologie innovative quali LiDAR, fotogrammetria, radar e scanner tridimensionali


Ultimo, ma solo cronologicamente, è il Carbon Garden inaugurato a Kew Gardens lo scorso 25 luglio. Un giardino permanente, che unisce scienza, design e natura, pensato per narrare il ruolo focale del carbonio nella vita sul nostro pianeta e sensibilizzare i visitatori sull’emergenza climatica. Nel suo perimetro 35 nuovi alberi e 6.500 piante con giardini tematici – come quello secco, con piante resistenti alla siccità, e il giardino della pioggia, che mostra come gestire l’acqua e favorire lo stoccaggio del carbonio – e un padiglione centrale ispirato ai funghi. Focus dell’iniziativa è mostrare come piante e funghi possano aiutare a catturare il carbonio e ripristinare l’equilibrio ambientale.

In copertina: © Jeff Eden RBG Kew

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