Il ruolo dell’architetto si espande ben oltre la progettazione di spazi per l’abitare umano. Può trasformarsi in una risposta concreta alle urgenze del nostro tempo e offrire nuove opportunità per aiutare l’umanità.
È in questa prospettiva che è nata “Architects for the Birds”, un’iniziativa ideata da Lord Foster of Thames Bank e Marie Donnelly per la Tessa Jowell Foundation, che ha invitato nove tra i più influenti architetti del mondo a progettare piccole dimore per volatili.
Luoghi capaci di andare più in là del loro significato materiale: ambiti dove il design oltrepassa i confini disciplinari e dà vita a entità create per raccogliere fondi destinati alla ricerca e alla cura del cancro al cervello.
Ogni birdhouse è stata qui concepita come un pezzo unico, guidato da un brief di progetto aperto che non ha posto limiti alla creatività dei designer. Lavori d’autore esposti presso gli uffici londinesi di Christie’s, che in seguito all’asta hanno raccolto 407mila sterline, grazie a offerte provenienti da tutto il mondo. Tra i protagonisti: David Chipperfield, Frida Escobedo, Sou Fujimoto, Grafton Architects, Lina Ghotmeh, Jacques Herzog, Farshid Moussavi, Renzo Piano, Kazuyo Sejima e lo stesso Norman Foster.
“Oltre a portare gioia e allegria nelle nostre vite, gli uccelli ci connettono alla natura, e ciò giova al nostro benessere”, ha dichiarato Lord Foster. “Ci ricordano anche il ruolo importante che svolgono come parte del nostro ecosistema. Essendo predatori, mangiano i parassiti per proteggerci dalla diffusione delle malattie, come impollinatori sostengono la nostra catena alimentare e come diffusori di semi aumentano la biodiversità.”
Parole che ci invitano a riflettere sul valore profondo degli uccelli, ben oltre la loro bellezza, e si materializzano in alleati silenziosi della salute pubblica e della sostenibilità ambientale. La casettina per uccelli, in questo contesto, diventa molto più di un semplice oggetto da giardino: è un gesto concreto di connessione con la natura e un’opportunità di design che unisce estetica e funzione.
Ampia la selezione dei materiali in cui si materializzano le piccole residenze aviarie. Tre oggetti, tre visioni e il legno come struttura comune per le realizzazioni di Frida Escobedo, David Chipperfield e Sou Fujimoto. La creazione di quest’ultimo è una presenza discreta, alta 80 cm, simile a un ramo in legno sostenibile che si mimetizza tra boschi e giardini. Le sue quattro estremità curve ospitano acqua e semi, offrendo sostegno senza invadere l’intorno e rispettando l’istinto degli uccelli di nidificare altrove.
Ispirazione legata all’elegante architettura dei tradizionali tetti giapponesi per il contributo di Chipperfield, fabbricato con il resistente mogano sapelli per la struttura di sostegno e in acciaio inox per il vassoio dell’acqua e il cestello per il cibo. Discreta e funzionale, la stazione di alimentazione in terracotta firmata da Farshid Moussavi.
Pensata per uccelli di piccola taglia, può essere sospesa a diverse altezze dagli alberi e offre un aiuto concreto in contesti urbani dove il cibo scarseggia. È composta da due gusci scultorei in terracotta stampati in 3D e rifiniti a mano, che creano cavità per il cibo e una piccola conca per l’acqua. Una casetta per uccelli in vetro soffiato, delicata e trasparente, è l’opera di Lina Ghotmeh. Un rifugio che si presenta come un riparo poetico e al tempo stesso un osservatorio silenzioso. La sua presenza invita a riflettere sulla fragilità dell’avifauna e sulla necessità di progettare spazi che tengano conto della loro sicurezza. In un contesto urbano dove le superfici vetrate dominano l’orizzonte, questo oggetto diventa un segnale tangibile: il vetro, se non trattato, rappresenta un pericolo invisibile per gli uccelli, causando migliaia di collisioni ogni anno.
Texturizzare il vetro, renderlo percepibile, significa trasformare l’architettura in un gesto di cura e ripensare il modo in cui costruiamo, affinché anche le creature più leggere trovino spazio e protezione nel nostro paesaggio urbano.
Leggera e facilmente sospendibile, la casetta per volatili di Renzo Piano si distingue anche per i suoi colori: il verde, il rosso e il giallo che richiamano il cambiamento del fogliame nel corso delle stagioni. Una stazione compatta che integra in un unico oggetto le funzioni di alimentazione e abbeveraggio, raramente combinate nei prodotti esistenti. La struttura, simile a una lanterna, presenta un cono trasparente rovesciato che distribuisce i semi su un piatto, protetto da un secondo elemento concavo che funge da serbatoio d’acqua.
“Utensil” è la creazione di Jacques Herzog, interamente realizzata con utensili da cucina comuni. Pensata per le specie più piccole, affronta le difficoltà dell’ambiente urbano offrendo una soluzione funzionale e promuove il riuso e il design circolare, riducendo gli sprechi e valorizzando materiali già esistenti. A doppio livello l’habitat per volatili firmato da Norman Foster in alluminio tornito e sospensione tubolare. La struttura include due camere per diversi tipi di mangime e un bagno per uccelli da terra, separato. La finitura opaca verde scuro consente all’insieme di integrarsi con discrezione in qualsiasi contesto naturale o urbano. “Architects for the Birds” è un esempio importante di come il design possa uscire dai confini disciplinari e diventare strumento di trasformazione sociale.
In copertina: © Photo by Michael Bodiam Lord Foster, Drawing of ‘For the birds’ for Architects for the Birds, 2025.



