Design, architettura e sostenibilità si intrecciano nel programma culturale che accompagna i Giochi Invernali
Le Olimpiadi non sono solo una celebrazione dell’eccellenza sportiva: fin dalla loro rinascita moderna, sono state concepite come un evento capace di unire competizione e creatività. Una vocazione che si è evoluta nel tempo in forme sempre più partecipative, dando vita all’Olimpiade Culturale, un programma parallelo ai Giochi che coinvolge artisti, istituzioni e comunità locali in un racconto collettivo.
Ne sono esempi l’Olympiade Culturelle francese, con centinaia di eventi diffusi in musei, scuole e spazi pubblici, e la Cultural Olympiad di Londra 2012, che ha visto protagonisti artisti come Ai Weiwei, Cate Blanchett e Damien Hirst in oltre 40mila iniziative nel Regno Unito. In vista dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026, Triennale Milano si prepara a diventare uno dei poli culturali più attivi della manifestazione, con un programma denso di eventi che intreccia sport, design, arte e innovazione.
Non solo competizioni atletiche: l’appuntamento olimpico sarà anche occasione per riflettere sui valori dello sport attraverso linguaggi creativi e pratiche progettuali
Durante le giornate dei Giochi, Triennale ospiterà Casa Italia, quartier generale delle Olimpiadi invernali e cuore delle attività mediatiche, ma soprattutto proporrà un’offerta culturale articolata che metterà in dialogo sport e cultura. «Cogliere il legame tra cultura e sport vuol dire raccontare un pezzo della nostra storia – ha dichiarato Stefano Boeri, presidente di Triennale Milano -. È unrapporto che ha spesso evidenziato connessioni profonde tra formazione, intrattenimento, attività sportive, crescita e innovazione — elementi che fanno parte del Dna italiano».
Curata da Marco Sammicheli e Konstantin Grcic, la mostra White Out. The Future of Winter Sport verrà realizzata in collaborazione con la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Avrà un allestimento firmato dallo studio del designer tedesco, noto per aver sviluppato progetti significativi che esplorano il rapporto tra design e sport, con particolare attenzione a materiali, tecnologie e attrezzature. Il titolo riprende il fenomeno ottico del “white out”, una condizione di scarsa visibilità in alta quota, provocata dalla fusione tra cielo e paesaggio innevato (metafora di un futuro ancora incerto, ma da indagare).
«Gli sport invernali – spiega Grcic – si praticano in condizioni estreme, e lo studio degli equipaggiamenti non deve solo consentire la pratica delle attività, ma soprattutto proteggere il corpo dal gelo e dagli infortuni.». Il cuore della rassegna è proprio l’evoluzione di questi strumenti, osservata attraverso la lente del design: un viaggio che mette in evidenza come gli avanzamenti tecnologici, l’attenzione all’ergonomia e la crescente consapevolezza ambientale contribuiscano a definire una relazione creativa tra progetto e sport.
Tra i protagonisti dell’evento anche le grandi infrastrutture che rendono possibile la pratica delle attività invernali:dagli skilift ai sistemi di sicurezza, fino all’architettura e alla modellazione del paesaggio stesso. Il cambiamento climatico è una realtà urgente, che incide direttamente sulla sostenibilità degli sport invernali e l’esibizione si interroga sul futuro di queste discipline e su come il design possa diventare un motore per un’evoluzione positiva: attraverso materiali sostenibili, tecnologie rigenerative e nuove modalità di interazione con ecosistemi fragili.
In esposizione anche progetti in fase di sviluppo, come il Progetto Trojena, nel sud-est dell’Arabia Saudita, che immagina un nuovo modello di convivenza tra sport, architettura e paesaggio in un contesto desertico e montano. Il percorso espositivo sarà suddiviso in sezioni delineate da Sammicheli come “una costellazione di temi e discipline che includono l’architettura, le infrastrutture, gli equipaggiamenti e le aziende e i luoghi che sono coinvolti dalla rivoluzione che gli sport invernali stanno vivendo e come stanno mutando in relazione al cambiamento climatico”.
Tematiche a cui si aggiungono gli arredi, la moda e i materiali fino ad arrivare alle ricerche più avanzate che coinvolgono l’intelligenza artificiale. Un racconto visivo e concettuale che mette in relazione il mondo del progetto con quello della performance fisica, interrogandosi su come il design possa contribuire a ripensare gli sport invernali in chiave sostenibile e innovativa.
Triennale Milano si conferma così non solo come sede istituzionale, ma come spazio di riflessione e produzione culturale, capace di interpretare lo spirito olimpico attraverso visioni contemporanee e multidisciplinari
A completare l’allestimento, saranno visibili anche le torce ufficiali delle Olimpiadi e Paralimpiadi, presentate in anteprima ad aprile 2025 in una cerimonia congiunta tra Milano ed Expo Osaka e oggi già protagoniste degli spazi dell’istituzione. Disegnate da Carlo Ratti Associati con Cavagna Group, Versalis ed Eni, portano il nome Essential in virtù del loro design minimale, pensato per esaltare la centralità della fiamma e coniugare estetica e sostenibilità.
In prima fila anche gli Art Poster, dieci manifesti commissionati ad artisti italiani contemporanei — tra cui Clara Woods, Flaminia Veronesi e Andrea Fontanari — che esplorano il legame tra arte e sport. Cinque opere sono dedicate ai Giochi Olimpici e cinque ai Paralimpici. Il progetto, curato da Damiano Gullì, nasce da un cammino di valorizzazione della pittura italiana avviato da Triennale nel 2023.
Infine, dal 4 febbraio 2026 riaprirà il Museo del Design Italiano, con un nuovo itinerario curato da Sammicheli. La collezione permanente sarà riletta attraverso un allestimento che mette in dialogo gli oggetti più significativi del design italiano — dagli anni ’30 al 2000 — con le trasformazioni sociali e tecnologiche del nostro tempo.
Milano Cortina 2026 sarà dunque anche un’Olimpiade della cultura, dove sport e creatività si incontrano per raccontare il presente e immaginare il futuro. I partner istituzionali delle iniziative di Triennale sono Deloitte e Fondazione Deloitte, Lavazza Group e Salone del Mobile.
In copertina: © White Out. The Future of Winter Sport 28 gennaio – 29 marzo 2026, Triennale Milano



