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Architettura © Aranchii Architects

Architettura, arte e resilienza. Da Londra le idee per l’Ucraina post-bellica

La curatrice Lucy Bullivant: visioni progettuali ponderate, attente e creative di architetti e progettisti ucraini e dei loro collaboratori internazionali


La guerra lascia ferite profonde in Ucraina, paragonabili solo a quelle vissute dall’Europa durante la Seconda guerra mondiale. Attacchi incessanti hanno ridotto in macerie intere città. Ponti, reti energetiche e sistemi idrici sono stati deliberatamente distrutti, provocando milioni di sfollati e comunità spezzate.

La Banca Mondiale stima i costi di ricostruzione in oltre 524 miliardi di dollari: un impegno generazionale che richiederà risorse economiche, visioni progettuali e una solidarietà internazionale senza precedenti. Nonostante la portata della distruzione e il proseguimento degli attacchi, il progetto di rinascita è già partito: la diaspora ucraina, insieme a studi di architettura internazionali, lavora per garantire che la ricostruzione non sia una semplice sostituzione di ciò che è stato perso, ma un’occasione per creare comunità resilienti e proiettate verso il futuro.

Alla Triennale di Milano nell’ambito della mostra Inequalities Norman Foster aveva portato il suo contributo. Ma questo è anche il filo conduttore della mostra Phoenix Rising: Visions for Rebuilding Ukraine, allestita al Building Centre di Londra.

«Phoenix Rising rivela visioni progettuali estremamente ponderate, attente, sostenibili e creative di architetti e progettisti ucraini e dei loro collaboratori internazionali per il futuro del loro Paese, affinché possa ricostruirsi e prosperare – spiega a Pantografo la curatrice Lucy Bullivant –. Il percorso espositivo include sia le fasi completate degli schemi che quelle in preparazione, accanto a prototipi eccezionali. Phoenix Rising – prosegue – è un omaggio a tutti coloro che lavorano con resilienza in circostanze estreme, insieme agli stakeholder civici e ai gruppi comunitari, per dare slancio alla rigenerazione moderna e sostenibile dell’Ucraina».

Il Regno Unito si è affermato come partner strategico nella ricostruzione della nazione. Nel 2025 Londra e Kyiv hanno firmato il “100 Years Partnership”, un accordo storico che sancisce una collaborazione multisettoriale per infrastrutture, istruzione e riforme di governance.

A questo si affianca il documento programmatico Building Bridges for Ukraine, che definisce come le competenze britanniche in architettura, ingegneria e pianificazione urbana sostenibile possano contribuire alla rinascita del Paese. Tra le iniziative presentate spiccano progetti emblematici.

È in corso di realizzazione il Formatsiia Industrial Park di Lviv, firmato da Aranchii Architects, presentato come nuovo volto della rigenerazione urbana. Sorto sul sito di una ex fabbrica di cemento armato, il centro trasforma un paesaggio post-industriale in un distretto multifunzionale dove produzione, educazione e vita comunitaria convivono. Un quartiere produttivo che rompe con le regole tradizionali di zonizzazione e restituisce alla manifattura un ruolo civico centrale: integra piccole imprese, studenti, residenti e istituzioni in un ecosistema che unisce crescita sostenibile e identità locale.

Degli stessi autori è il concept per la Chiesa della Santissima Trinità: un simbolo di rinascita e resilienza nel quartiere Obolon di Kyiv che coniuga funzione religiosa e spazio pubblico, ampliando il significato di architettura sacra come infrastruttura di protezione. La piazza e le aree verdi circostanti favoriscono socialità e vita quotidiana, mentre la struttura diventa presidio di sicurezza in un contesto segnato dalla guerra.

Gli architetti di Zaha Hadid hanno ripensato il disegno delle stazioni metropolitane di Kyiv e Kharkiv, mentre Shigeru Ban ha ideato ospedali modulari costruiti con legno prefabbricato e materiali riciclabili, pensati per essere installati rapidamente nelle zone colpite, offrendo cure mediche assieme a dignità e speranza.

Vincitore del concorso internazionale Future School for Ukraine è il progetto NEW – Neighbourhood for Educational Wonder. Nato dalla collaborazione tra Italia, Ucraina e Lituania, è stato progettato da Scandurra Studio (Italia) in collaborazione con Mykhailo Vustianskyi (Ucraina) e rappresenta un modello replicabile per la ricostruzione del sistema scolastico, devastato dal conflitto. Organizzato su una struttura modulare, consente di adattare le scuole a contesti di diversa scala e, impiegando elementi prefabbricati, riduce tempi di costruzione ed emissioni di anidride carbonica. Principi di sostenibilità guidano la costruzione delle facciate verdi, che integrano materiali riciclati provenienti dalle macerie della guerra: un’opportunità per trasformare i segni della distruzione in fondamenti per un futuro migliore.

«Le scuole non sono solo luoghi di apprendimento – afferma Alessandro Scandurra, architetto e fondatore di Scandurra Studio – possono essere spazi accoglienti, persino rifugi, che offrono assistenza, aiuto, supporto psicologico e medico. Nei contesti di conflitto, questo diventa ancora più urgente. L’architettura deve rispondere in modo rapido ed efficace, trasformando la vulnerabilità in un’opportunità di rinascita».

Al centro del progetto vi è una visione comunitaria: le scuole diventano laboratori di vita sociale, con cortili ispirati ai giardini monastici, corridoi trasformati in spazi di apprendimento informale e ambienti ibridi che favoriscono lo scambio intergenerazionale. Il prototipo rispetta gli standard di edifici a energia quasi zero e integra aree di protezione civile, garantendo che le scuole possano fungere da rifugi in caso di emergenza.

Accanto al mondo del costruito emerge la presenza dell’arte, materializzata nell’opera Energy Dynamics di DTEK. Una installazione luminosa, ideata da Jason Bruges Studio, che nella versione sospesa nel Leadenhall Building racconta il flusso vitale dell’energia e testimonia la missione di DTEK: mantenere accese le città ucraine nonostante gli attacchi alle infrastrutture. L’opera riproduce una mappa stilizzata dell’Ucraina animata da dati in tempo reale su città, centrali e impianti rinnovabili.

Nata nel 2021 per celebrare la transizione energetica del Paese, ha assunto un significato nuovo e drammatico dopo l’invasione russa del 2022: da simbolo di decarbonizzazione è diventata monumento alla resistenza e alla memoria dei lavoratori dell’energia caduti in guerra.

Phoenix Rising, curata da Lucy Bullivant e Arthur Kay, sarà visitabile fino al prossimo 9 gennaio. Sul grande schermo anche documentario di Paul Thomas dal titolo The Architects of Hope, girato in Ucraina dopo l’invasione russa, insieme ai film di Zaha Hadid Architects e Jason Bruges Studio: un’esperienza che unisce architettura, arte e resilienza.

In copertina: Holy Trinity Church, Kyiv © Aranchii Architects 

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