Taglio del nastro per i nuovi spazi “raddoppiati” con un intervento da oltre 80 milioni di dollari. Dedicata ai “New humans” la mostra inaugurale a cura dell’italiano Gioni
Taglio del nastro il 21 marzo per il New Museum di New York, riportato a nuova vita da Oma/Shohei Shigematsu e Rem Koolhaas (in collaborazione con l’architetto esecutivo Cooper Robertson) con un progetto di ampliamento, dal valore di oltre 80 milioni di dollari (stando a quanto risulta al New York Times ma ad oggi l’importo non è mai stato dichiarato ufficialmente), che ha raddoppiato gli spazi (da 5.600 metri quadri a oltre 11.100) in perfetta armonia con l’edificio “originario” a firma di Sanaa completato nel 2007. Il New Museum è l’unico museo nell’area di Manhattan dedicato esclusivamente all’arte contemporanea ed è da sempre un punto di riferimento per gli artisti più innovativi. Grazie al progetto di ampliamento, che si conclude esattamente a due anni dalla chiusura di marzo 2024, il museo ha raddoppiato lo spazio espositivo nonché quello destinato agli eventi con una Sky room al settimo piano e un Forum da 74 posti. Ed è stato realizzato anche uno studio “permanente” per gli artisti.
“New humans: memories of the future” il titolo della mostra inaugurale, una retrospettiva degli ultimi 100 anni attraverso il lavoro di oltre 200 fra artisti, scrittori, scienziati, architetti e registi internazionali e provenienti da 50 Paesi con un focus sui momenti chiave dell’evoluzione tecnologica. “Proseguendo la lunga tradizione del New Museum di presentare mostre collettive provocatorie e attuali, New humans: memories of the future esplorerà la costante preoccupazione degli artisti per il significato dell’essere umani di fronte ai radicali cambiamenti tecnologici”, si legge nella presentazione della mostra a cura dell’italiano Massimiliano Gioni, fra i influenti critici d’arte e curatori sulla scena internazionale.
In mostra in anteprima 15 nuove realizzazioni di artisti contemporanei fra i più interessanti e apprezzati fra i quali Ryan Gander, Camille Henrot, Jamian Juliano-Villani, Wangechi Mutu, Hito Steyerl, Alice Wang e Santiago Yahuarcani, E in esposizione anche opere del XX secolo di Constantin Brâncuși, André Breton, Salvador Dalí, Man Ray e August Sander. “New humans trova le radici del contemporaneo negli strati del passato. In particolare, la mostra evidenzia il ripetersi di paure e aspirazioni collettive nei confronti delle nuove tecnologie, con il loro immenso potenziale di plasmare, o addirittura dominare, la vita umana”, si legge sempre nella presentazione nell’evidenziare come la mostra stabilisca una simmetria tra gli Anni ‘20 e il presente. “I primi decenni del XX secolo hanno visto la comparsa del termine “robot” e l’ascesa del lavoro automatizzato in fabbrica, insieme all’emergere della guerra meccanizzata e all’esplosione dei nuovi media. Tutti questi fenomeni trovano eco nell’attuale diffusione dirompente dell’intelligenza artificiale, nella brutale efficienza della guerra contemporanea e nella miriade di apparati di disinformazione che caratterizzano la comunicazione nell’era digitale”.
Il percorso espositivo si snoda anche attraverso una serie di importanti documenti e scoperte scientifiche: dalla fotografie di embrioni umani di Lennart Nilsson ai diagrammi delle strutture e dei percorsi interni del cervello di Santiago Ramón y Cajal, dall’Uomo di Vetro di Franz Tschakert al modello dell’homunculus sensoriale di Wilder Graves Penfield, accanto alle opere di artisti come come Yuri Ancarani, Lucy Beech e Angela che esplorano i campi della tecnologia chirurgica, della bioingegneria e dell’illustrazione medica con effetti surreali. “I personaggi che popolano la mostra spaziano da eleganti automi a figure fratturate dalla macchina da guerra, fino a ibridi uomo-animale in stati di trasformazione ed evoluzione. Attraverso questo archivio di forme umane in evoluzione, la mostra evidenzia come le macchine abbiano profondamente alterato la comprensione umana di lavoro, genere, collettività, intelligenza e creatività”.
In copertina ©Anicka Yi



