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Abruzzimaginarium: cinque cupole geodetiche per riscoprire il paesaggio dell’anima

L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 inaugura un parco esperienziale ideato da Manuele Morgese


Può l’identità profonda di una regione farsi dispositivo di rigenerazione urbana e sociale? Può il paesaggio, sospeso tra ferite della storia, vocazione scientifica e respiro naturale, trasformarsi in un cantiere permanente di senso? È attorno a queste domande che prende forma Abruzzimaginarium, il nuovo parco esperienziale che sarà inaugurato il 3 settembre negli spazi del Parco del cinema teatro dell’Aquila. Inserita nel programma ufficiale di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, l’iniziativa si configura come uno degli interventi più incisivi per ridefinire il rapporto tra comunità, spazio pubblico e patrimonio locale.

L’architettura della rigenerazione

Ideato da Manuele Morgese, attore, regista e direttore artistico del Cinema Teatro Zeta, il progetto rappresenta il coronamento di una ricerca sulla riappropriazione culturale dei luoghi. Dopo aver fondato nel 2012 la prima sala privata di pubblico spettacolo della regione, Morgese spinge oggi la sua riflessione verso una dimensione paesaggistica ed esperienziale. La risposta prende la forma di un’architettura organica: cinque ampie cupole geodetiche interconnesse tra loro, concepite come padiglioni contemporanei capaci di dialogare in modo fluido con la natura circostante e accogliere i visitatori in un abbraccio multisensoriale.

Un percorso tra memoria, scienza e biodiversità

In un contesto in cui la rigenerazione territoriale passa sempre più dalla capacità di attivare la memoria attiva e le energie del presente, Abruzzimaginarium propone un percorso guidato di circa un’ora capace di connettere saperi diversi. Le cinque strutture sferiche diventano altrettante stazioni narrative. La prima accoglie la grande storia del teatro abruzzese e la memoria del cinema girato tra i rilievi appenninici, mettendo in mostra scenografie storiche, proiettori d’epoca e installazioni multimediali. Si prosegue nella Cupola delle scienze dove, grazie alla collaborazione con i Laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Infn (l’Istituto nazionale di fisica nucleare), un planetario di ultima generazione svela le frontiere della fisica moderna e dell’esplorazione cosmica.

Dalle architetture in miniatura alla tutela della natura

Il viaggio prosegue con una riflessione in scala sul patrimonio architettonico della regione attraverso la riproduzione in miniatura dei suoi monumenti simbolo, offrendo una diversa chiave di lettura della stratificazione urbana. Infine, la Piccola casa delle farfalle, sviluppata insieme all’Ente Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, restituisce centralità alla biodiversità e alla tutela degli ecosistemi fragili dell’Appennino. L’opera si propone così come un modello di ecologia culturale, capace di rimettere in circolo la vitalità di una comunità attraverso l’ibridazione dei linguaggi della ricerca, dell’arte scenica e della sostenibilità.

L’inaugurazione del parco darà il via a cinque giornate di festa e spettacolo dal vivo. Il 3 e il 4 settembre andrà in scena “Spettacolo spettacolare”, imponente allestimento diretto da Morgese con un cast di oltre settanta artisti tra performer, acrobati di Disequilibre, cantanti e giovani ballerini della città in un omaggio al mondo Disney. Il 5 e 6 settembre il programma proporrà concerti dedicati ai grandi musical, esibizioni itineranti e workshop per bambini, prima della chiusura del 7 settembre con musica dal vivo e dj set. Per tutta la durata dell’evento sarà inoltre esposta la ricostruzione in mattoncini Lego della Basilica di Collemaggio, firmata da Maurizio Lampis. Nella cornice del 2026, Abruzzimaginarium dimostra come la rigenerazione di un territorio non sia soltanto un fatto d’edilizia ma un atto poetico e collettivo di rifondazione dello sguardo.

In copertina: Abruzzimaginarium – © Teatro Zeta

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