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David Bowie © David Parry, PA Media Assignments

Inaugura il David Bowie Centre nell’East Bank di Londra

Nel cuore di Queen Elizabeth Olympic Park, Tamsin Ace, direttrice del distretto dal 2023, racconta la trasformazione dell’eredità delle Olimpiadi del 2012


Non solo sport nel cuore del Queen Elizabeth Olympic Park, dove il distretto di East Bank si impone come il più grande investimento culturale mai realizzato dal sindaco di Londra. Un progetto ambizioso, sostenuto dal governo britannico e dai quattro borough della circoscrizione, che trasforma l’eredità delle Olimpiadi del 2012 in un motore di innovazione, inclusione e rigenerazione urbana.

È noto come i Giochi Olimpici e Paralimpici di Londra 2012 abbiano rappresentato un momento di svolta per la città. Con oltre 10.500 atleti e 204 comitati olimpici nazionali, quell’estate segnò l’inizio di una trasformazione profonda per l’East End e Stratford, oggi riconosciuta come il quinto polo ferroviario più trafficato del Regno Unito, attivo nel collegare East Bank al resto di Londra e oltre. Quartieri che, negli anni successivi, furono riconnessi al tessuto urbano e videro crescere infrastrutture, servizi e opportunità

Per garantire che questo slancio non si esaurisse, nel 2012 nacque la London legacy development corporation (Lldc), ente di sviluppo voluto dal London Mayor per tradurre l’energia dei Giochi in impatto duraturo per residenti, visitatori e l’intera capitale.

East Bank è l’espressione più concreta di questa visione. Non si tratta semplicemente di un piano urbanistico, ma di una dichiarazione d’intenti: una geografia simbolica che fonde cultura, educazione, ecologia e memoria. Qui, la città riscrive sé stessa con una voce che parla al mondo ma nasce dalle comunità locali.

«Il mio ruolo è stato quello di supportare e facilitare la collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte, affinché potessero costruire sulle idee e risorse reciproche, e connettersi meglio con il territorio», ha spiegato Tamsin Ace, direttrice di East Bank dal 2023, a Pantografo Magazine. «Tutti i partner hanno scelto di essere qui, di porre radici nell’East London, ascoltando e imparando dalla straordinaria eredità delle comunità creative che esistono in quest’area da molto prima che East Bank fosse anche solo immaginato».

Dove un tempo sorgevano fabbriche e gasometri, oggi si innalzano le sedi di istituzioni importanti quali Sadler’s Wells East, UCL East, il London College of Fashion e V&A East, che verranno seguite nel 2026 dal V&A East Museum e da BBC Music Studios nel 2026/27. Questi non sono semplici edifici: sono catalizzatori di idee, laboratori di sperimentazione, luoghi dove la cultura si fa accessibile quotidianamente e viene condivisa. Ambiti dove l’innovazione incontra la tradizione, e l’inclusione diventa architettura del sito.

«Nel cercare di comporre questo puzzle, – prosegue Ace, – sapevo fin dall’inizio che la programmazione con e per le persone del posto doveva essere centrale. Questo il pilastro attorno al quale gli edifici fisici avrebbero fatto seguito, uno dopo l’altro». Forte e strutturato il coinvolgimento della comunità locale, che ha contribuito a definire contenuti e visioni. Noto che le aree che ospitano East Bank registrano alti livelli di occupazione locale, con una significativa presenza di professionisti impiegati nei settori culturali, educativi e infrastrutturali. Le istituzioni del distretto, tra cui UCL, Sadler’s Wells e il V&A East, si avvalgono in larga parte di una forza lavoro residente, contribuendo alla crescita inclusiva del territorio.

Protagonista delle ultimissime news di East Bank è l’inaugurazione del David Bowie Centre: il primo archivio permanente dedicato all’universo creativo del virtuoso britannico. Uno spazio che supera le strutture museali tradizionali, pensato come archivio dinamico e campo di ricerca scenografico, dove il pubblico ha accesso a oltre 90.000 oggetti appartenuti all’artista. Ventuno costumi iconici fluttuano sopra lo spazio centrale, custoditi in sacche protettive, mentre una serie di micro-mostre presenta circa 200 pezzi selezionati dall’archivio. Ogni esposizione esplora temi e aspetti diversi del processo creativo di Bowie: dalle sue molteplici identità artistiche alle collaborazioni e influenze che hanno segnato la sua carriera.

«Bowie è stato un creativo multidisciplinare pionieristico: musicista, attore, scrittore, performer e icona culturale, anticipando il modo in cui molti giovani creativi oggi si muovono con naturalezza tra discipline diverse» – spiega Dr Madeleine Haddon, curatrice del V&A East. «Era affascinato dalla forma musicale moderna e dal XVIII secolo come soglia della modernità, plasmata dall’Illuminismo e dai progressi nelle arti, nella scienza e nella filosofia. I suoi progetti per The Spectator, insieme ad altri lavori esposti nelle diverse installazioni, rivelano la sua costante spinta a sperimentare idee e forme creative al limite del convenzionale, oltre a un processo creativo meticoloso che i visitatori possono esplorare in profondità attraverso l’archivio e le esposizioni inaugurali del David Bowie Centre».

Il centro abita all’interno del volume del V&A East Storehouse, ospitato nell’ex centro stampa olimpico e firmato dagli architetti di Diller Scofidio + Renfro. Un luogo che ridefinisce il concetto di museo: non più solo esposizione, ma accesso diretto al dietro le quinte delle collezioni, svelando l’intimità del patrimonio materiale e immateriale del Victoria and Albert Museum. Qui il pubblico non solo osserva, ma esplora, interagisce e assiste al restauro in tempo reale. È un archivio vivente, pensato per stimolare la creatività e il dialogo interdisciplinare, dove conservazione e innovazione si incontrano.

In copertina: The David Bowie Centre at V&A East Storehouse © David Parry, PA Media Assignments

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