I grattacieli cartina di tornasole del funzionamento e dei limiti delle reti di telecomunicazioni mobili
La società di analisi Ookla ha mappato per la prima volta la “potenza” del segnale in nove degli edifici più alti e iconici al mondo non tanto per restituire una fotografia dello status quo, ma per portare all’attenzione del dibattito una questione da non sottovalutare: il segnale mobile è influenzato da una serie di fattori. Una questione importante tant’è che in Italia è stato appena pubblicato un bando di gara da 20 milioni per finanziarie progetti votati alla realizzazione di reti basate sulla tecnologia Das (Distributed Antenna System) proprio per potenziare il segnale.
Negli edifici, soprattutto quelli di nuova generazione dove sono presenti materiali altamente isolanti e sistemi schermanti – per non parlare di quelli dalle altezze importanti o al contrario che ospitano parti interrate profonde – il rischio è un indebolimento del segnale e nei casi più gravi la totale perdita dello stesso. Il tema della connettività indoor è balzato diverse volte agli onori della cronaca ma è ancora relegato a questione secondaria nonostante l’impatto in termini di funzionalità e nonostante la connettività sia ormai considerata dagli utenti una commodity imprescindibile. L’analisi di Ookla – effettuata attraverso i dati di Cell Analytics – è specificamente dedicata al funzionamento del 5G e sono due i parametri presi in esame: la potenza media del segnale ricevuto (Rsrp) e la qualità del segnale (Rsrq).
“La sfida principale sta nel garantire prestazioni e qualità costanti negli ambienti interni, dove i problemi possono essere limitati a determinati piani o sezioni. I materiali da costruzione moderni, come il vetro a bassa emissività (Low-E), possono influire significativamente sull’attenuazione del segnale 5G bloccando o riflettendo le frequenze radio, soprattutto nelle bande ad alta frequenza come le onde millimetriche – si legge nel report -. Queste sfide evidenziano la necessità di soluzioni dedicate per interni, come l’implementazione di piccole celle, sistemi di antenne distribuite (Das) e infrastrutture di rete interne potenziate. Un’alternativa all’implementazione di sistemi 5G negli edifici è quella di potenziare selettivamente l’utilizzo del Wi-Fi, a condizione che i sistemi siano progettati, ottimizzati e gestiti per offrire una qualità dell’esperienza equivalente al 5G”.
Nella maggior parte dei nove grattacieli si registra un segnale “potente”, ma si evidenziano alcune lacune nella copertura. In dettaglio, se la potenza del segnale (Rsrp) è compresa tra -90 dBm e -100 dBm, la copertura di rete è considerata buona. Al di sotto di questo intervallo, si prevedono velocità di download inferiori e potenziali disconnessioni di rete. In termini di qualità (Rsrq) un valore pari o superiore a -10 dB indica un’eccellente qualità della rete, un valore compreso tra -10 dBm e -15 dB è considerato buono, se la performance invece e al di sotto di -15 dB allora il segnale è scarso o addirittura assente.
È la Shanghai Tower a posizionarsi al top della classifica per potenza del segnale 5G. E non c’è da stupirsi considerato che la Cina è fra i principali leader nell’implementazione del 5G e che nella città di Shanghai sono state realizzate soluzioni di rete indoor altamente avanzate facendo leva sulle smal cells e sulla tecnologia Das (Distributed antenna system). Nel Burj Khalifa negli Emirati Arabi Uniti e nell’Empire State Building di New York City si registrano livelli molto alti sia in termini di potenza sia di qualità del segnale 5G. L’Empire State Building, completato nel 1931, è stato peraltro oggetto di lavori di modernizzazione proprio per potenziare l’infrastruttura di telecomunicazioni. Il Burj Khalifa invece beneficia dell’ampia diffusione del 5G a Dubai, con gli Emirati Arabi Uniti tra i migliori Paesi per prestazioni 5G. è nello Shard di Londra che invece si registra la copertura 5G più debole tra gli edifici selezionati e stando all’analisi di Ookla a limitare il segnale sarebbe la struttura in vetro poiché il vetro può riflettere e assorbire i segnali mobili. E in alcune aree dell’edificio si riscontra una scarsa copertura e qualità del segnale. A mezza via Il Taipei 101 e le Petronas Twin Towers di Kuala Lumpur dove il livello della potenza è accettabile, ma in alcune aree le performance calano sensibilmente. In particolare, nella realizzazione del Taipei 101 – progettato per resistere a terremoti e tifoni – sono stati usate pareti di cemento molto spesso e acciaio rinforzato, che possono interferire con i segnali mobili. Nelle Petronas Twin Towers, invece, non sono state messe in campo soluzioni per la copertura 5G indoor. Il One World Trade Center di New York City e l’Autograph Tower di Giacarta hanno prestazioni simili con livelli di potenza molto buono anche se ci sono zone “morte” e on alcune aree la copertura del segnale risulta debole.
“Con la continua evoluzione del 5G, i fornitori di servizi di telecomunicazione e gli sviluppatori edilizi devono collaborare per migliorare la qualità della rete indoor, garantendo agli utenti connettività veloce, stabile e ininterrotta – si legge ancora nel report -. Per gli operatori, le implementazioni indoor del 5G rappresentano una via strategica per monetizzare i propri investimenti attraverso innovazioni come l’IoT massivo (IoT), la banda larga mobile potenziata (eMBB) e l’accesso wireless fisso (Fwa), che svolgono un ruolo importante soprattutto nei progetti di smart city”.
In copertina: © Adobe Stock



