Campus Grapes trasforma 750 viti in un laboratorio a cielo aperto tra agricoltura 4.0, biodiversità e rigenerazione urbana
Nascerà a Torino la prima vigna hi-tech al mondo. La “cittadella” dell’innovazione da 1.000 metri quadri sarà inaugurata a settembre negli spazi del Politecnico, che punta a imporsi come modello di rigenerazione urbana sostenibile. Il progetto Campus Grapes – a firma della startup torinese Citiculture – sarà un vero e proprio laboratorio a cielo aperto: oltre 750 le piante di vite in vaso già collocate nell’hub che conta sull’investimento di una serie di aziende attraverso una raccolta fondi gestita attraverso la piattaforma Produzioni del Basso.
«Con Campus Grapes, inauguriamo un nuovo modello di rigenerazione urbana e innovazione green, trasformando le città in luoghi di benessere, inclusione e sperimentazione scientifica”, sottolinea Luca Balbiano, amministratore delegato e fondatore di Citiculture. Nei contesti urbani uno spazio verde come una vigna contribuisce in modo sensibile a ridurre l’effetto isola di calore, migliorando la qualità dell’aria, agendo come “filtro naturale” e incrementando la biodiversità.
Il progetto si inserisce nelle attività di riqualificazione del verde del Politecnico di Torino e rappresenterà un tassello importante del piano “Nature based solutions” a cui l’ateneo sta lavorando «con l’obiettivo di fornire soluzioni basate sulla natura per rafforzare la capacità di adattamento al cambiamento climatico non solo della comunità universitaria ma anche ai cittadini», sottolinea Patrizia Lombardi, Vicerettrice per Campus sostenibile e Living Lab dell’ateneo.
Il vigneto sarà infatti utilizzato per testare soluzioni innovative in chiave di agricoltura 4.0. In particolare saranno messi in campo sensori in grado di mappare e monitorare lo stato di salute delle vigne e l’assorbimento di CO2 per ottimizzare la gestione delle viti e migliorare la qualità del raccolto.
Il progetto Citiculture è stato ispirato dal ripristino della Vigna della Regina di Torino, la vigna urbana di Casa Savoia distrutta durante la Seconda guerra mondiale e rimasta abbandonata per circa 50 anni. La vigna è stata presa in gestione proprio da Luca Balbiano, che oltre a fondare la startup Citiculture ha fondato la Urban Vineyards Association, associazione internazionale – ora presieduta da Nicola Purrello – che riunisce alcune delle principali vigne urbane al mondo.
L’associazione è nata con l’obiettivo di tutelare il patrimonio rurale, storico e paesaggistico e di valorizzarlo sotto il profilo culturale e turistico. «La vigna urbana è un elemento di diversità e un importante luogo anche sociale, spesso un baricentro in cui si crea coesione. Due i casi emblematici di rigenerazione urbana: quello di Salonicco, in cui il sindaco ebbe l’idea di creare un vigneto di libero accesso in un’area di media periferia, diventata motore della trasformazione di un intero quartiere. E quello di Cleveland, un vigneto creato da un ex detenuto diventato prima un laboratorio didattico per i giovani del quartiere e poi un luogo di altre iniziative work in progress», racconta Purrello.
L’associazione riunisce ad oggi una trentina tra i più importanti vigneti urbani al mondo (qui la lista completa) fra cui 13 in Italia. Venezia la città più rappresentata con ben 4 vigne urbane: Vignole, Vigna di San Michele, Sant’Elena e San Francesco della Vigna. Nella lista ci sono poi, da Nord a Sud, la vigna della Regina a Torino, la vigna di Leonardo a Milano, la Cascina Moroni a Bergamo, la Nusserhof di Bolzano (entrata a far parte dell’associazione lo scorso maggio), la vigna di Michelangelo a Firenze, l’Etna Urban Winery a Catania e la vigna del Gallo a Palermo. A cui si aggiungono Vigneto Italia, la vigna dell’orto botanico di Roma, e Villa Badia a Brescia appena entrate a far parte della community.
Il presidente Purrello annuncia che «è in corso la realizzazione di un atlante mondiale delle vigne urbane. Ne abbiamo mappate già 200 in 35 Paesi. È un fenomeno sì di nicchia ma di grande rilevanza»
L’associazione si prepara inoltre per la seconda Giornata mondiale del vigneto urbano, prevista nel mese di ottobre, dopo il debutto del progetto il 27 ottobre del 2024. L’iniziativa punta a celebrare e far conoscere il trend di crescita della vigna urbana e il suo ruolo vitale nella creazione di città più sane e sostenibili.



