Con Ponte Art and Design District prende vita un laboratorio permanente di rigenerazione urbana, dove arte, artigianato e design dialogano con cultura e ospitalità
Creatività, partecipazione, coralità, buone pratiche, artigianato, arte e design sono le parole chiave di un virtuoso processo di rigenerazione urbana che a partire dal 18 settembre viene raccontato a Roma attraverso un fitto calendario di incontri, talk, seminari e conferenze. Parliamo dell’inaugurazione di Ponte Art and Design District, il nuovo distretto permanente che anima lo storico rione Ponte della Capitale, fra Piazza Navona e Castel Sant’Angelo.
Promosso dall’associazione Roma Faber, il distretto mette a sistema 28 eccellenze romane nel settore del design e dell’arte, le principali università di design e architettura del territorio, aziende attive nel campo del design e le realtà di maggior rilievo nel campo dell’hotellerie di fascia alta. Il tutto in un’area di grande interesse storico, artistico e architettonico, realizzando, inoltre, la pedonalizzazione permanente di via dei Banchi Nuovi per tutta la sua lunghezza di duecento metri.
Per avere un contatto diretto con i committenti vaticani, era qui che i migliori artisti e artigiani dell’epoca avevano i loro laboratori. Proprio come Benvenuto Cellini che, durante il Rinascimento, aveva la sua bottega di scultore e orafo. Oggi, nello stesso luogo, si trova l’atelier della jewel designer Patrizia Corvaglia, presidente dell’associazione Roma Faber e promotrice del distretto, che a distanza di cinquecento anni lavora il bronzo con la stessa tecnica a cera persa che veniva utilizzata dal Cellini.
Nella rigenerazione del rione la progettualità architettonica ha fornito un importante contributo: è stata operata in collaborazione con gli studenti della Facoltà di Architettura dell’Università dell’Arkansas che hanno sviluppato oltre quaranta progetti di riqualificazione del rione. «Da questi elaborati abbiamo tratto spunti preziosi per le nostre iniziative», racconta Patrizia Corvaglia a Pantografo Magazine.
Oltre alla valorizzazione delle eccellenze creative del rione, l’obiettivo del distretto è quello di creare un network attivo con un programma di eventi che possano mettere in luce e dare rilievo a settori chiave per la promozione culturale del territorio, come quello del design e dell’ospitalità. L’idea è che a lungo termine il distretto diventi occasione di crescita per l’economia locale e luogo di richiamo per il turismo culturale. «L’obiettivo del Ponte Art and Design District è riportare il rione Ponte al suo antico splendore – continua la presidente di Roma Faber -. Ancora oggi, nei nostri laboratori, negozi e gallerie portiamo avanti il patrimonio di un tempo con la stessa passione, ma con uno sguardo contemporaneo fatto di ricerca e sperimentazione. Questo dialogo tra tradizione e innovazione dà vita a progetti che sono espressione del Made in Italy. Se adeguatamente promossi, questi contenuti potranno non solo attrarre nuovi visitatori e investitori, ma anche migliorare la vita quotidiana del quartiere e dei suoi residenti».
Le buone pratiche messe in atto in questi giorni mirano a produrre benefici di lunga durata, che quindi si estendono oltre la durata dell’evento inaugurale. L’obiettivo, oltre alla riqualificazione urbana, è di creare un sistema duraturo di valorizzazione delle attività del rione. «Non ci limiteremo all’evento inaugurale – spiega Corvaglia – ma daremo vita a un programma continuativo che costruisca relazioni solide tra imprenditori, cittadini, turisti e appassionati. In questo modo, il Ponte Art and Design District diventerà davvero un “ponte” tra la tradizione del rione e il suo futuro». Ricco il programma di incontri gratuiti che anima il distretto, con una concentrazione maggiore per la settimana dal 18 al 24 settembre: workshop, masterclass, talk e open visit permettono di far conoscere gli orafi, i designer, le gallerie di arte contemporanea e di antiquariato, i mosaicisti, i restauratori e gli artigiani del marmo che popolano il distretto con l’obiettivo di aprirlo al pubblico e, allo stesso tempo, di coinvolgere le figure rilevanti nel campo del design, dell’arte e dell’ospitalità di fascia alta.
Poi, a novembre, sarà la volta de “La forma delle idee. Insegnamento e cultura del design”, incontro che approfondisce come il design possa essere insegnato e trasmesso alle nuove generazioni, mettendo a confronto approcci accademici, esperienze internazionali e metodologie sperimentali. Per gennaio del prossimo anno è in programma “Design & Hospitality: la narrazione su Roma e le capitali culturali del mondo”, che indaga il ruolo del design nell’esperienza di ospitalità, mostrando come architettura e interior design possano trasformare un soggiorno in un racconto culturale.
A febbraio “Design, Retail & Hospitality: progettare esperienze tra spazi e brand“ si sofferma sul design come linguaggio dell’ospitalità e strumento di comunicazione per l’hotellerie di lusso e il lifestyle. In questa occasione sarà approfondito come gli spazi alberghieri possano trasmettere valori, identità e narrazioni culturali attraverso l’esperienza vissuta dagli ospiti. L’idea è quella di continuare a concepire nuovi eventi affinché il distretto rimanga un punto di attrazione per la comunità e per i turisti, confermando peraltro la determinazione nella rigenerazione dei suoi spazi.
In copertina: un angolo di via Banchi Nuovi a Roma. © Sign Press Agency



