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Poormanger: terzo locale torinese per le patate ripiene ispirate alla cucina scozzese

Negli ultimi anni l’innovativa proposta gastronomica ha aperto diverse sedi, l’ultima è in piazza Paleocapa nel capoluogo piemontese


Se siete ghiotti di patate e siete in cerca di un pasto informale in un luogo che vi faccia sentire a casa, Poormanger è quel che fa per voi. Negli ultimi anni ha aperto diverse sedi fra Piemonte e Lombardia, l’ultima delle quali è quella di piazza Paleocapa a Torino.
Poormanger nasce per volontà di Valerio Ciardiello, Daniele Regoli e Marco Borsero, tre amici accomunati dalla passione e dalle esperienze legate al mondo del food. Durante un viaggio in Scozia, dove le patate ripiene sono protagoniste della cucina locale, hanno pensato di portare la ricetta in Italia per trasformarla in un nuovo piatto della cucina popolare attraverso i prodotti del territorio. «Lo sviluppo di Poormanger è stato graduale – racconta Regoli a Pantografo -, e in questo percorso siamo cresciuti molto cercando di imparare (studiando tantissimo e cercando di migliorare) le sfide di gestione di una realtà che col tempo è diventata molto complessa e sofisticata nonostante la proposta pop». Fino a quando, due anni fa, Poormanger, diventato un esempio di imprenditoria di successo, è stata acquisita da Cirfood Retail, società attiva nel settore della ristorazione commerciale con diversi format che ruotano attorno ai concetti chiave di sincerità, autenticità e accessibilità. «Cirfood Retail è nata sotto l’ala di Cirfood proprio per far crescere format originali, con una fortissima identità, una storia importante e un legame vero con il proprio territorio, – spiega Leopoldo Resta, amministratore delegato di Cirfood Retail-.

Fra questi c’è anche Poormanger, con lo spirito autentico della sua offerta gastronomica».
A continuare l’avventura oggi è Daniele che ci parla di uno dei suoi punti di forza: le materie prime, sempre fresche e stagionali, locali tutte le volte che è possibile. Quella di Poormanger è una cucina semplice con al centro soprattutto i vegetali cucinati al naturale con pochi ingredienti. «L’intenzione è quella di avere una proposta inclusiva che accontenti tutti: onnivori, vegetariani e vegani, persone con intolleranze alimentari», continua Daniele, che ci introduce al menu parlandoci delle proposte autunnali, come la patata ripiena con crema di zucca, caprino della Val Varaita, nocciole e olio alla salvia e la patata con porcini trifolati, fonduta di gorgonzola e noci.


Insieme alla rivisitazione italiana delle patate ripiene, anche l’architettura di interni è protagonista del successo di Poormanger.


Il progetto è iniziato in un locale che, per questioni di budget, era piccolo e rustico, ma presto è apparso chiaro che, potendo fare un salto di qualità, il coinvolgimento di architetti capaci di contribuire a definire l’identità del brand avrebbe aggiunto un plusvalore in termini non solo di esperienza per il cliente, ma anche di miglioramento dello spazio di lavoro. «Abbiamo coinvolto Stefano Toscano e Valentina Pelizzetti chiedendo loro di aiutarci a costruire un locale vintage, caldo, dal sapore delle case di un tempo – racconta Daniele -. Hanno saputo leggere le nostre intenzioni, i nostri caratteri e le nostre proposte trasformando gli spazi esattamente come li volevamo». E così sono nati i primi due locali a Torino, rispettivamente in via Maria Vittoria e in via Palazzo di Città. Gli altri tre – quelli a Milano in via Vigevano e in via Paolo Sarpi, e poi l’ultimo nato in piazza Paleocapa a Torino – sono stati concepiti sempre da Valentina Pelizzetti che in queste tre occasioni ha proseguito il suo lavoro con Marco Gini.

«Nei primi due locali torinesi abbiamo cercato di definire un linguaggio comune attraverso l’uso di colori e materiali che ricorrono ora nella carta da parati ora nelle piastrelle – dice Pelizzetti a Pantografo -. Elementi che abbiamo riproposto anche nelle aperture successive ma sempre con la volontà di mantenere l’unicità di ogni locale, data dal luogo, dagli arredi e dalle decorazioni alle pareti su cui stiamo facendo un lavoro pian piano più strutturato». Nel locale di piazza Paleocapa, per esempio, le pareti ospitano pezzi originali di Lettera 22 e Lettera 32, omaggio a Olivetti. Ancora, a Milano, nel locale di via Paolo Sarpi, i progettisti hanno collaborato con Zidalab, studio creativo che si occupa di riuso e upcycling, realizzando un’opera a parete con ottanta fumetti Diabolik originali.

Fra patate ripiene, ambienti che invitano all’esplorazione, oggetti di design e opere realizzate con materiali di recupero, l’esperienza da Poormanger si prospetta succulenta e intrigante. La prima occasione per viverla, se non l’avete già fatto, potrebbe essere già nei prossimi giorni. Per l’ultimo fine settimana di novembre, infatti, è in arrivo una novità: la patata ripiena con bagna cauda, peperoni, cavolo viola e topinambur.
Cosa fare fra una patata ripiena e l’altra? Molto, trattandosi di Torino e Milano. Nella città della Mole Antonelliana non perdetevi il trittico delle mostre “Picasso. Rendez-Vous” (Palazzo Saluzzo Paesana, fino al 14 gennaio 2024), “Omaggio a Mirò” (Mastio della Cittadella, fino al 14 gennaio 2024), “Marc Chagall – Gli stati dell’anima” (Palazzo Barolo, fino al 25 febbraio 2024). Nella città meneghina in questo momento ci sono poi due importanti mostre di fotografia: “Sebastião Salgado. Amazônia” (Fabbrica del Vapore, fino al 28 gennaio 2024) e “Gabriele Basilico. Le mie città” (Palazzo Reale, fino all’11 febbraio 2024). Pantografo consiglia di fare un salto anche a Monza: da Milano è un attimo e ne vale la pena per vedere “Banksy. Painting Walls” (Orangerie della Villa Reale, fino all’11 febbraio 2024).

In copertina: Poormanger, piazza Paleocapa, Torino. Progetto: Valentina Pelizzetti e Marco Gini © CIRFOOD

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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