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I borghi nel Recovery Plan. Corrono le idee, in attesa di risorse

C’è la lista d’attesa per la piattaforma che unisce smartworking e “farm supporting”


A pochi giorni dall’elezione di Tropea come “Borgo dei Borghi 2021”, una sfida tra 20 paesini – uno per ogni regione italiana –, il tema dei borghi rimane di attualità, con infinite declinazioni che spaziano dalle opportunità legate al lavoro a quelle connesse a nuove forme di produttività, ma anche a un turismo da reinventare per il post-pandemia.
Tra gli altri progetti promossi dal Governo anche “Smarter Italy”, programma strategico per gare d’appalto che possano accelerare la crescita del Paese e soddisfare le esigenze espresse dalle comunità di città e piccoli comuni – attraverso la tecnologia – su quattro aree di intervento: smart mobility, beni culturali, benessere delle persone e salvaguardia ambientale. I “Borghi del futuro”che hanno attualmente aderito all’iniziativa del Governo sono 12: Alghero, Bardonecchia, Campobasso, Carbonia, Cetraro, Concorezzo, Ginosa, Grottammare, Otranto, Pantelleria, Pietrelcina e Sestri Levante. I loro territori saranno laboratori di sperimentazione di tecnologie di frontiera applicate ai servizi per i cittadini.
A questa proposta si aggiunge il bando “Borghi in festival”, promosso dalla Direzione generale creatività contemporanea e dalla Direzione generale turismo del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e volto al finanziamento di progetti di rigenerazione urbana, culturale ed economico-sociale nei piccoli comuni italiani: al 29 gennaio 2021, termine ultimo per le iscrizioni, erano 643 le realtà aderenti al progetto, provenienti da ogni parte del Paese.

Tropea. Ph. © Reinhard Thrainer via Pixabay

I borghi sono protagonisti anche di una misura prevista nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che per questa iniziativa riceverà dall’Unione Europea un finanziamento pari a 1 miliardo di euro. Secondo il World Economic Forum, il progetto italiano di riqualificazione, rivalutazione e rinascita dei piccoli comuni previsto nel Pnrr porterà a ottenere importanti risultati non soltanto per la tutela dell’ambiente, ma anche e soprattutto per la qualità della vita degli italiani. In un video pubblicato su Instagram, infatti, l’ente ha spiegato l’importanza di esportare questa iniziativa in tutto il mondo in quanto in grado di «riportare le aree rurali a nuova vita e di attirare tutte quelle persone che, potendo lavorare da qualsiasi luogo, sceglieranno di trasferirsi in un piccolo centro». Inoltre, anche nella speranza di una prossima ripresa dei grandi flussi turistici internazionali, questa soluzione si prospetta come una valida strategia per decongestionare le grandi città d’arte. Tra i dati che emergono dal video, il principale riguarda il numero dei mini-comuni italiani: sono circa 5.500 quelli che contano meno di 5mila abitanti, e che dal dopoguerra hanno visto un lento ma costante calo della popolazione. Come spiega l’istituzione svizzera, un altro segnale importante arriva dal lavoro agile: quasi il 50% degli impiegati globali si aspetta di poter continuare a svolgere la propria attività almeno in parte da casa anche post-pandemia, magari proprio da un borgo.


Intanto, lo smartworking si fa sempre più “green”: arriva la scrivania con vista a offerta libera, ultima frontiera del lavoro da remoto


La mappa dei borghi aderenti. Ph. © Borgo Office

L’iniziativa, lanciata all’inizio del 2021, arriva da Borgo Office, una piattaforma per nomadi digitali che unisce smartworking e “farm supporting” (sostegno agricolo), offrendo la possibilità di poter essere produttivi anche lontano dall’ufficio. Così, il soggiorno in campagna e a contatto con la natura non è più soltanto l’ambita meta di un weekend di relax.
Come funziona? Si sceglie la destinazione tra un ventaglio di 25 proposte, dal Nord al Sud Italia. Qui, un’azienda agricola mette gratuitamente a disposizione i suoi spazi e alcune comodità per poter svolgere la propria attività lontano dalla città e a contatto con la natura. In cambio, gli smart worker potranno comprare un “cesto di sostegno” con prodotti a km0, selezionabile tra diversi tagli. Una forma di “do ut des” in cui i lavoratori, seppur non obbligati, sono invitati a sostenere la struttura comprando dei pacchetti con prodotti tipici. Ci si sdebita per il favore, e si supportano le realtà locali. Così facendo, inoltre, si attiva un meccanismo virtuoso anche per i piccoli centri dove ha sede l’azienda, meta turistica dei lavoratori agili. Come ha spiegato l’ideatore della piattaforma Federico Pisanty «i pacchetti di soggiorno vanno da una notte al weekend, fino all’intera settimana, e stiamo valutando l’opportunità di poter prolungare la sosta degli utenti anche per periodi più lunghi, fino a sei mesi. Ci siamo concentrati sui borghi perché sono proprio questi i luoghi che più soffrono dello spopolamento – racconta Pisanty – ma d’altra parte sono anche quelli in cui ci si concentra meglio, dove più si respira la natura e la pace».
Da Caldonazzo, nella piana del Centa in Trentino, fino alle isole, con Sambuca in Sicilia e Barumini nel cuore della Sardegna, nei pressi del nuraghe Su Nuraxi, le scelte sono varie. Al momento, le adesioni sono tantissime – non solo da parte dei produttori locali, ma anche da parte di chi vuole provare a lavorare in un ambiente diverso – tanto da aver dovuto rendere necessaria una vera e propria “lista d’attesa”, si legge sul sito.

Al centro degli investimenti strategici sui borghi e le aree rurali, per favorire questo “controesodo” c’è il tema delle infrastrutture digitali e tecnologiche per dotare i piccoli comuni di banda larga e collegamenti veloci. Questo anche in ottica di porre tali territori al centro dei prossimi investimenti (rendendoli anche nuovamente attrattivi per le nuove generazioni), incentivando iniziative imprenditoriali e commerciali. Il fatto che il Chief executive officer di Buzzoole abbia scelto Courmayeur come base per il lavoro al tempo della pandemia è un segnale concreto che i piccoli centri italiani possono essere dei pied à terre anche per chi lavora in grandi aziende internazionali, leader nel digitale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

In copertina: Rivello, Basilicata. Ph. © valtercirillo via Pixabay

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