Search for content, post, videos

Firenze che resiste. Tour tra le piccole botteghe che consegnano a domicilio

Pane e dolci, frutta e hamburger. Storie di piccoli imprenditori e occasioni per fare comunità



Resilienza è certamente una delle parole chiave di questo periodo di isolamento che la comunità italiana sta osservando nel rispetto del decreto ministeriale mirato a contenere il propagarsi del Covid19. Per rendere più accettabile una nuova quotidianità che non ci saremmo mai aspettati, ci sono istituzioni da Palermo a Roma fino a Torino che trasmettono tramite webtv e social media spettacoli a ciclo continuo, mandano in onda le prove generali di grandi produzioni, rendono disponibili concerti. Poi ci sono anche i podcast su temi di attualità, cultura, giornalismo d’inchiesta (si segnala “Da Costa a Costa”, un progetto giornalistico indipendente sugli umori della società americana in vista delle prossime elezioni) da ascoltare in qualsiasi momento della giornata. Ci sono musei che aprono in streaming i loro archivi digitali.

Ancora sui social media c’è chi racconta le proprie ricette fornendo tutti i dettagli e rispondendo alle richieste di chi chiede consigli perché a casa di cibo ne è rimasto poco.


E a proposito di cibo, Pantografo in questi giorni ha fatto una ricognizione necessariamente “virtuale” fra le vie di Firenze per conoscere chi in città resiste, lavora e si muove per portare a domicilio la spesa (spesso la consegna è gratuita).


All’insegna di hashtag come #restaacasa, #spesaacasa, #generidiconforto, portano a domicilio di tutto, dal pane ai dolci. Parliamo di botteghe e di piccole aziende, quelle che le grandi catene di distribuzione troppo spesso fagocitano, e che in questi giorni sono più attive che mai. Producono un brulichio di buon augurio per le vie di Firenze, in questo momento sospesa, malinconica e solitaria. Sempre e comunque bellissima. Sentiti al telefono o su WhatsApp sono stati felici di rispondere alle domande di Pantografo, anche se molto indaffarati.

Alla frutta e alla verdura ci pensano per esempio Tano (per l’ordine e la consegna contattare il numero 334/2480256), con le sue ricche arance Tarocco e i suoi possenticedri provenienti dalla Sicilia, e anche Miranda e Filippo di Carduccio – Il Salotto Bio (per ordinazioni mandare un messaggio WhatsApp al numero 320/7009330), con i loro prodotti provenienti da aziende agricole biologiche e biodinamiche.

Per il pane c’è il Forno Peter Pan (tel. 055/0160792) di Antonella e Priamo: sardi, si sono trasferiti in Toscana cinque anni fa e preparano prelibatezze dell’una e dell’altra regione (a Firenze si vocifera che Priamo faccia il miglior Pan di Ramerino della città, eppure il dolce da forno è tipico toscano, prova che la convivenza fra le due culture gastronomiche è avvenuta con successo). Oltre al pane e alle schiacciate preparati con la farina Senatore Cappelli, il laboratorio artigianale produce pane guttiau, pane carasau, seadas, panadas, malloredddus e culurgiones.

Da un’altra parte della città per il pane e squisiti dolcetti da colazione c’è S.Forno (email: info@ilsantobevitore.com, tel. 055/2398580), il panificio artigianale del ristorante Il Santo Bevitore (al momento chiuso). Deliziose le fette biscottate e il pane al tempo del Covid19: le prime sono a forma di casa, con tanto di comignolo, in tema con l’hashtag #restaacasa, il secondo ti ricorda con dei giochi di farina sulla sua superficie che #andràtuttobene. In questi giorni S.Forno si è alleata con la libreria Todomodo: «È l’opportunità per tutti di avere libri e beni di conforto direttamente a casa, senza costo di consegna», raccontano Claudia, Sacha ed Elena de Il Santo Bevitore. Piacevoli letture sul tema food sono quelle che in questo periodo consiglia Retrobotteghe, il blog del Mercato Centrale: consultandolo scopriremo per esempio perché in tempi di crisi le carote hanno avuto un ruolo fondamentale o perché il cibo nelle fiabe è onnipresente.

Ottimi hamburger li porta a casa Il Panino Tondo (tel. 055/5385465) di Alberto Pietro Saletta e Massimiliano Armeli (in società come “Piripiski”). Ci hanno raccontato quanto tengono «(…) a far sì che, in questo periodo mai vissuto prima, i nostri clienti possano “distrarsi” godendosi del cibo buono e soprattutto locale. In questo modo, fra l’altro, anche i nostri fornitori possono avere un minimo di richiesta nella difficoltà economica attuale». La carne di Chianina IGP proviene dalla vicinissima Pontassieve e il pane, vegano al 100%, è prodotto artigianalmente da un forno toscano a pochi metri dal punto vendita. Utilizzano lo stesso pane sia per le ricette vegane che per gli hamburger di carne: «(…) Per due ragioni -spiegano-: la prima è che vogliamo ampliare la parte vegan/bio/km0 del nostro menu, la seconda è che il pane senza strutto risulta più digeribile e quindi ci consente di preparare dei panini ricchi di ingredienti».

Voglia di pizza? La porta a casa pizzAGNOLO (tel. 055/2480200): «(…) In questo periodo un briciolo di normalità ci vuole e quindi la pizza non può mancare, è un piacere al quale difficilmente si rinuncia», spiegano Cosimo Crinelli e David Nesi mentre sfornano le pizze realizzate con farine di grani toscani e umbri. Con una lievitazione di almeno 24-32 ore, l’impasto prevede tre possibilità di scelta: integrale, multicereali, gluten free.

Di solito, poi, nei momenti difficili cioccolato e dolci diventano un’esigenza, quasi un’urgenza, prioritaria per le papille gustative. Figuriamoci se questo accade al tempo del Covid19, quando sei e devi rimanere a casa e magari la scorta di dolciumi è terminata! Niente paura, perché c’è la Pasticceria Gualtieri (tel. 055/221771) pronta a venirti incontro. Dal 1933 prepara delizie per tutti i gusti: Semolino al cioccolato, Torta della nonna, Mattonella di cioccolato fondente, Meringato, Zuccotto sono solo alcune delle possibili scelte. Ginevra, che insieme a Giulio rappresenta la quarta generazione della famiglia Gualtieri, non nega un minimo di preoccupazione ma spiega anche che vuole rimanere vicina ai suoi clienti. Sono già in produzione le colombe e le uova pasquali che consegneranno a domicilio insieme agli altri dolci. A Pantografo ha raccontato anche che alcune persone, costrette a non potersi vedere in questo periodo, si scambiano torte e altre prelibatezze attraverso la consegna a domicilio. Una forma di solidarietà, insomma, e di vicinanza “a distanza”. Quella solidarietà che in questi giorni, come del resto in qualsiasi momento della nostra vita, può avere anche la forma di un pane con una faccia che ride, di un colorato e profumato cesto di frutta come di una soffice e solare pizza. Perché anche così si contribuisce a rinvigorire il senso, il valore, la forza del concetto di comunità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione. Accedendo a questo sito, chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi