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Arte, design e cibo a Palazzo Strozzi, con l’occasione di Anish Kapoor

A Firenze una nuova location firmata Fabio Novembre


A Firenze c’è sempre una buona occasione per tornare. Quest’autunno ci sono almeno due buoni motivi per fare un salto nella città del Brunelleschi: il nuovo Strozzi Bistrò e “Anish Kapoor. Untrue Unreal”, la mostra dedicata all’artista di origine indiana in programma fino al 4 febbraio 2024. Entrambi accolti a Palazzo Strozzi, nel cuore della città, offrono la possibilità di gratificare sia il palato che la passione per l’arte contemporanea.
L’esperienza enogastronomica vede al piano terra le interessanti proposte dello chef stellato Tommaso Arrigoni, proprietario del ristorante Innocenti Evasioni di Milano. Il menu integra alcuni piatti noti di Arrigoni, come l’uovo CBT, soffice di patata, polpa di melanzana, chimichurri e bacon, a rivisitazioni più locali, come i pici al ragù ricco del bistrò, la verticale di pecorino, miele, confettura e pane tostato, il paté di fegatini alla toscana e crostone di pane tostato, il gelato ai cantucci e vinsanto.

Il viaggio nel gusto dei piatti proposti procede «(…) dal richiamo alla tradizione locale, omaggio alla splendida città e al palazzo che ci ospita, ai riferimenti internazionali, data l’alta affluenza di visitatori e opere d’arte provenienti da tutto il mondo – racconta lo chef a Pantografo -.
Inoltre, il menu è funzionale con proposte adatte ad ogni momento della giornata, per facilitare il turista che vuole fare una pausa indipendentemente dal timing della sua visita».Unire arte, gusto e design in un unico spazio nel cuore di Firenze è l’obiettivo di Strozzi Bistrò, concepito da Fabio Novembre come un progetto site specific che celebra ed esalta lo stile di Palazzo Strozzi e la sua storia.

Strozzi Bistrò, Firenze. Progetto: Novembre Studio Ph ©Pasquale Formisano

L’impianto simmetrico delle originarie volte a crociera viene enfatizzato dal disegno geometrico della pavimentazione. Lo stesso avviene per i capitelli a parete che raggiungono il pavimento attraverso nuove lesene progettate ad hoc. La sala si trasforma così in un grande cannocchiale che inquadra l’imponente bottigliera in vetro la cui forma richiama quella del portone originario. Il banco bar è rivestito in cuoio, con un motivo a mattoni che rimanda al bugnato della facciata esterna. Le pareti nei toni del blu, che richiamano il colore del logo di Palazzo Strozzi, sono decorate con una carta da parati sulla quale sono presenti le tre lune crescenti, simboli araldici della famiglia Strozzi.


Le carte vincenti di Pasquale Formisano, fondatore di Strozzi Bistrò, sono quindi l’architettura e il cibo.


«Quando Strozzi Bistrò ha preso forma da subito ci siamo posti il problema del rispetto di questi spazi meravigliosi – ci spiega -. Per questo motivo abbiamo scelto di affidare a Novembre la realizzazione del progetto architettonico. Il nuovo Strozzi Bistrò è nato con l’ambizione di aggiungere qualità allo stile di vita di Palazzo Strozzi attraverso una proposta enogastronomica semplice, ma molto curata, ispirata alla cucina tipica toscana ma non solo».Alla proposta food si affianca quella beverage che, alla carta dei vini, unisce la rivisitazione dei grandi classici e la sperimentazione di cocktail ispirati di volta in volta alle mostre e ai loro protagonisti.


Adesso, per esempio, è il momento di Rubro, il cocktail ispirato a Kapoor a base di gin, vermouth, limone, lamponi.


Dopo averlo assaggiato Pantografo suggerisce di visitare “Void Pavilion VII”, il grande padiglione che, creato per l’occasione dall’artista e situato al centro del cortile, si pone allo stesso tempo come punto di partenza e di approdo nel dialogo tra l’arte di Anish Kapoor e Palazzo Strozzi. Attraversando l’opera, i visitatori si trovano di fronte a tre grandi forme rettangolari vuote in cui lo sguardo è invitato a immergersi in un’esperienza meditativa su spazio, prospettiva e tempo, capace di sconvolgere la razionale struttura geometrica e l’emblematica armonia dell’edificio rinascimentale. La struttura sembra sollecitare l’inconscio e invitare a perdere e a ritrovare noi stessi interrogandoci sulla nostra interiorità, su ciò che è reale o irreale, verosimile o inverosimile. L’esperienza continua al primo piano dove, attraverso opere storiche e recenti, la mostra a cura di Arturo Galansino intende trasformare la percezione della realtà. Nell’arte di Anish Kapoor l’irreale (unreal) si mescola con l’inverosimile (untrue), invitando a esplorare un mondo in cui i confini tra vero e falso si dissolvono. Fra le opere in mostra, Svayambhu, Tongue Memory, Vertigo, Angel.

In copertina: Void Pavilion VII, 2023. Tecnica mista, vernice, cm 750×750×750 ©Ela Bialkowska OKNO studio

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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