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Tra ricordi e stoffe, un racconto tessuto da Louise Bourgeois

In mostra a Londra, The Woven Child, la retrospettiva dell’artista franco-americana


Alla Hayward Gallery di Londra un appuntamento inedito con le opere della leggendaria Louise Bourgeois. Un omaggio al lavoro della celebre artista franco-americana, allestito nelle sale del museo nel distretto culturale del Southbank Centre, icona dell’architettura brutalista degli anni Sessanta ed ambito privilegiato per rassegne di arte contemporanea. “Louise Bourgeois: The Woven Child”. Questo il titolo della retrospettiva volta a ripercorrere l’ultimo capitolo della sua carriera, dalla prima metà degli anni Novanta fino alla sua morte nel 2010, all’età di 98 anni.


Un’occasione che attraverso le parole dell’artista esplora: «Il potere magico dell’ago… per riparare lo strappo e offrire una richiesta di perdono».


In primo piano le opere degli ultimi due decenni della sua esistenza, segnati da installazioni, collage e pitture dove le trame dei tessuti si materializzano in un tema ricorrente e costante. Accanto al protagonismo delle prime sculture in legno e metallo, l’esordio dei colori e delle infinite orditure del mondo del tessile trasportate in un percorso espositivo denso di significati metaforici e psicologici dove riappaiono i motivi della sua ricerca, riarticolati in un linguaggio più esplicito e provocatorio. Molteplici le tematiche al centro della sua lunga opera tra cui ricorrono l’esplorazione di identità, sessualità, memoria, trauma e colpa.

Elementi che si rifanno ad eventi della sua adolescenza colpita dalla morte prematura della madre e dal tradimento del padre da cui si innescò una profonda riflessione sui legami famigliari, sulla maternità e sulla distinzione dei generi.

Nata a Parigi nel 1911, Louise Bourgeois ebbe fin dall’infanzia l’opportunità di avvicinarsi all’universo del tessile attraverso l’atelier di famiglia, dedicato al restauro di arazzi. Qui l’opportunità di partecipare direttamente alle mansioni del settore dedicandosi al disegno di figure mancanti nelle scene delle antiche tappezzerie.

©The Easton Foundation/VAGA at ARS, NY and DACS, London 2021. Ph. ©Christopher Burke

E le stoffe sono riapparse e hanno guidato anche l’ultima fase della sua vita. Periodo distinto dalla scelta di non privilegiare i materiali scultorei tradizionali e allargarli all’introduzione delle componenti dell’universo del tessile includendo tele per abiti, per biancheria domestica e cuscini insieme a frammenti di tappezzeria.

Oggetti per la maggior parte legati al passato personale della Bourgeois e della sua casa, intesi come un mezzo per un ritorno alle proprie radici e uno strumento per trasformare o preservare il passato.

In mostra 90 opere tessili di Louis Bourgeois che spaziano dalle grandi installazioni e sculture fino ai disegni, ai collage astratti, alle stampe e ai libri. Forte la presenza delle monumentali Cells in cui vengono sospesi vecchi abiti e biancheria della scultrice o della madre. Indumenti evocativi del passato capaci di custodire la memoria di situazioni, posti e persone.

«Questi abiti hanno una storia, hanno toccato il mio corpo e conservano memorie di persone e luoghi. Sono capitoli della storia della mia vita»

Louis Bourgeois

Imponente l’installazione di Spider (1997) presentata insieme alla Cell di Lady in Waiting (2003) che incorpora frammenti di arazzi antichi. Forse tra le sculture più note della Bourgeois, Spider (ragno) accoglie i significati sia di tutore che di predatore, e si associa all’immagine della madre, tessitrice e restauratrice di arazzi.

Estesa la rassegna di sculture figurative, plasmate in corpi monocromatici in materiali tessili, presentati al pubblico in teche vetrate o sospesi dal soffitto. Figure spesso inquietanti, in prevalenza raffigurazioni di corpi femminili, che rammentano stati di abiezione o abbandono. Misteriosi e influenti anche i capi scultorei che popolano una delle sale della galleria con volti in tessuto che rivelano un’estesa raccolta di espressioni.

“Progression” è il termine che introduce le sculture a colonna materializzate in moti ascendenti o discendenti di losanghe o blocchi tessili sovrapposti. Composizioni verticali che dominarono il lavoro della Bourgeois negli anni Quaranta e Cinquanta, forgiati qui con materiali esclusivamente tessili.

«L’opera tessile di Louis Bourgeois è un atto finale degno di nota e inspettato. Non assistiamo ad un calo nella fertilità della sua immaginazione, neppure ad un allentamento degli impulsi dietro all sua stupefacente gamma di invenzioni formali. Nel complesso, i lavori tessili sono una sintesi e una ricalibratura delle forme, dei processi, dei motivi e delle idee che ossessionarono Bourgeois in tutta la sua vita» ha commentato Philip Larratt-Smith, curatore alla Easton Foundation.

Louise Bourgeois: The Woven Child è curata da Ralph Rugoff, direttore della Hayward Gallery, con le assistenti Katie Guggenheim e Marie-Charlotte Carrier e sarà alla Hayward Gallery fino al 15 Maggio 2022. La retrospettiva è stata realizzata grazie al supporto di The Easton Foundation, Art Mentor Foundation Lucerne, Fundación Almine y Bernard Ruiz-Picasso para el Arte (FABA) e Hauser & Wirth.

In copertina: Louise Bourgeois Hayward. Ph. ©Mark Blower

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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