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Dalla mappa alla strategia di sviluppo: in mostra a Genova “L’Italia tutta intera”

La rivista geopolitica Limes porta a Palazzo Ducale la cartografia di fatti ed eventi da cui ripensare il ruolo italiano nel mondo


«Il campanilismo serve a diventare più miopi mentre è fondamentale alzare la testa dal tavolino e allargare la propria prospettiva». Laura Canali, cartografa della rivista italiana di geopolica, Limes, e curatrice della mostra “L’Italia tutta intera” spiega la filosofia con cui è stata concepita l’esposizione nel Palazzo Ducale di Genova (8-10 marzo 2019), a partire dalla consapevolezza che il frazionamento è «frutto di marketing politico».


L’Italia – tutta intera – ha una storia sola, fatta di tante storie


«Me ne sono resa conto disegnando la copertina della rivista. Abituata all’idea di un’Italia frazionata, sono rimasta colpita da questa pluralità di storie e culture che ne compongono una comune, derivata dalla volontà di unione perseguita nel passato», spiega la cartografa. Che approfondisce meglio il principio raccontando le vicende di Genova e Venezia, presenti nella mostra con due mappe che le raffigurano all’epoca delle Repubbliche marinare: due di quelle che oggi etichetteremmo con “eccellenze”, entrarono in lotta tra loro e l’antagonismo le porterà alla distruzione.

Per questo in apertura c’è una mappa-murales (nella foto in basso) che raffigura l’Italia nel suo ambito euro-mediterraneo e nella sua tensione oltre l’Oceano, verso gli Stati Uniti in primis. Una partita legata al ruolo del Paese nel mondo che l’Italia non può che giocare facendo leva, strategicamente, sull’unitarietà delle sue caratteristiche eclettiche.

Laura Canali racconta il progetto della mostra, composto di 12 mappe di grande formato (ma non dettagliate nel particolare), guardando all’idea che ha guidato il disegno cartografico e in un continuo movimento tra le difficoltà dell’oggi e le lezioni del passato. In un attimo dalle repubbliche marinare si passa alle nuove vie della seta (che oggi arrivano a Lione) e alla necessità di Genova di intercettare le connessioni commerciali che la resero grande nel passato: la Tav di oggi come la via Francigena ieri?

Il progetto di rilancio delle attività portuali per Trieste e Ravenna è sostenuto dalla possibilità di contare sulle infrastrutture, sulle connessioni con l’Europa dell’est e quindi con il porto del Pireo e con la Cina; il suo racconto diventa quasi un “pretesto” per guardare «agli affari che stiamo facendo con la Cina (con il caso Hauwei a fare scuola) e – spiega la Canali – inserirli nel contesto regionale e vedere l’importanza dello Stato in sé e dell’ambiente che lo circonda». Cittadini in primis.

Nei tre giorni di incontri pubblici con esperti italiani e internazionali di geopolitica, economica, società, strategia, energia, demografia organizzati da Limes nella città ligure, L’Italia tutta intera è «l’immagine dalla quale partire per riconnettersi al resto del mondo», come spiega la locandina della mostra.
E come spiegherà la stessa Laura Canali nelle quattro visite guidate previste sabato (11.30 – 17,30) e domenica (11.30 -17.00) e durante l’apertura di venerdì alle 17,30. A cui si aggiunge un incontro, dedicato ai ragazzi del liceo classi D’Oria, per raccontare come si fa una rivista di geopolitica. «Abbiamo mappe sul telefono, davvero a portata di mano, ma i ragazzi non conoscono la geografia: è una tragedia perché lo strumento diventa un altro elemento di miopia». Cerchiamo indicazioni per la via accanto, il quartiere vicino, e perdiamo la visione d’insieme.

Per chi non potesse essere a Genova, sarà possibile seguire il Festival in streaming e sui canali social. 

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