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Un viaggio a Copenhagen per scoprire il nuovo BLOX di OMA

Mikkel Kragh racconta il valore di un edificio ponte, un’architettura-ibrida che farà scuola


Sabato 5 maggio, dopo 4 anni di costruzione, è stato inaugurato il BLOX, il nuovo centro per l’architettura ubicato di fronte al porto di Copenhagen: 80mila tonnellate di cemento, acciaio e moltissimo vetro per il progetto di Ellen Van Loon per OMA (lo studio olandese che conta tra i suoi più noti committenti anche la Fondazione Prada, Fondation Galerie Lafayette e il Marina Abramovich Institute). L’edificio offre una splendida vista sull’acqua e sul centro storico della città, in primis la Biblioteca Reale.

Chiaro da subito il tema dell’accessibilità urbana: giorno e notte il traffico scorre attraverso l’edificio, piste ciclabili e passaggi pedonali permettono la libera circolazione attorno e all’interno della struttura, creando nuovi punti di ritrovo sui docks e sulle terrazze vicine, anche grazie a Lille Langebro, un ponte ad uso esclusivo di pedoni e biciclette, costruito vicino alla banchina, di fronte all’ingresso principale.

Blox Ponte. Courtesy R.Hjortshoj

La nuova architettura è stata fortemente voluta dal DAC, il Danish Architecture Centre, con il sostegno di Realdania, organizzazione filantropica privata basata su attività di investimento, che ha acquisito i terreni nel 2005. La struttura ospita molte realtà tra loro comunicanti. Come dichiara Jasper Nygård, CEO di Realdania: “L’obiettivo è utilizzare le molte esperienze interessanti offerte da BLOX come mezzo per promuovere la vita urbana e far incontrare le persone”.

Il canale di divulgazione del Lousiana Museum of Modern Art ha prodotto una breve intervista a Ellen Van Loon, in cui l’architetto esprime l’atto creativo che sta alla base della riqualificazione di questa grande area urbana:

Il core dell’edificio è interamente dedicato al DAC, con diversi spazi espositivi, un auditorium, un design shop e un meraviglioso caffè con terrazza panoramica sulla copertura. Oltre a questo anche un ristorante, un fitness club, un’area giochi esterna, un parcheggio automatizzato sotterraneo per 350 automobili e negli ultimi due piani una piccola community di 22 appartamenti in affitto, ciascuno con il proprio rooftop patio.

DAC Golden Gallery. Courtesy R.Hjortshoj

The Golden Gallery è uno di questi spazi, posto sul lato est dell’edificio. Proprio qui Olafur Eliasson ha presentato in anteprima la sua mostra Multiple Shadow House, in cui ricorre il tema caro all’artista dell’uomo in interazione con lo spazio e la luce.

Curiosità. Senza la presenza delle persone e il loro movimento negli ambienti della galleria, le installazioni non prendono vita e si riducono a stanze vuote con dei proiettori accesi. Questa peculiarità è il trait-d’union con il tema della mostra principale organizzata dal DAC, intitolata Welcome Home. Come si legge sui pannelli all’interno di BLOX: “Architects design houses. People create homes – Gli architetti progettano abitazioni. Le persone creano case”. La mostra esplora le case danesi attraverso la storia e analizza come le grandi ondate di industrializzazione e globalizzazione abbiano modificato gli abitanti e il loro modo di esistere, anche e soprattutto dal punto di vista abitativo.

Una sezione molto interessante esamina come i grandi cambiamenti sociali, dall’aumento demografico al cambiamento delle strutture familiari, abbiano portato alla progettazione di case più “flessibili”, in grado di rispondere alle nuove esigenze umane.

Meeting area. Courtesy R.Hjortshoj

L’altra importante sezione di BLOX è BLOXHUB, fulcro di innovazione dedicato allo sviluppo sostenibile in senso architettonico ed urbano. Tutto parte dalla convinzione che le grandi sfide dell’ urbanizzazione globale, della digitalizzazione e dei cambiamenti climatici richiedano un “approccio collaborativo” tra le eccellenze della tecnologia, della costruzione, del design e della ricerca. Ecco che BLOXHUB mette a disposizione di organizzazioni, compagnie e ricercatori 500 postazioni, disposte in uno spazio di 10mila mq dotato di tutte le tecnologie di ultima generazione.

Proprio in questi uffici, davanti ad una vetrata alta 4 metri che si affaccia sul porto, abbiamo incontrato Mikkel K. Kragh, Professore e Head of Civil & Architectural Engineering in SDU, University of Southern Denmark, intervistandolo sull’impatto che ha avuto la nascita di BLOX sotto tre punti di vista.

Mikkel K.Krag

Come cittadino di Copenhagen, che valore ha questa nuova architettura?

Blox fa parte del nuovo Distretto Culturale di Copenhagen, con una posizione di spicco sul porto. Quest’ultimo, negli ultimi 20 anni, è stato trasformato in una delle zone di svago più importanti della città e la presenza di DAC all’interno dell’edificio aggiunge un ulteriore punto di riferimento culturale, incentrato sull’architettura e sul design. Solo il tempo ci dirà se questo grande edificio con un progetto così peculiare riuscirà a vincere il cuore dei più scettici.

Come ingegnere e facciatista, quali sono gli elementi di innovazione?  

BLOX è un edificio molto complesso, che gioca con transizioni e connessioni attraverso geometrie di volumi pieni e vuoti. La struttura è una combinazione di acciaio e cemento con grandi elementi sospesi, diversi piani sotto il livello dell’acqua proprio sul fronte del porto ed una strada che scorre all’ interno dell’edificio stesso. Oltre a risolvere una geometria piuttosto articolata, la transizione tra l’interno e l’esterno influisce sulle prestazioni della struttura edilizia, il che naturalmente conduce a una interazione alquanto complicata tra i diversi sistemi.

Facciata est. Courtesy R.Hjortshoj

E come accademico e ricercatore?

Oltre al Danish Architecture Centre, BLOX ospita anche BLOXHUB, dove ho una scrivania che sto condividendo con i miei colleghi. L’hub è un posto dove è possibile creare contatti e dove saranno condivise le proprie competenze. Questo verrà articolato tramite iniziative congiunte, ma sarà interessante vedere come avranno luogo, in una sorta di serendipity, nuovi collegamenti e possibilità di networking. La mia aspettativa è quella di portare in università le opportunità di competenza e di ricerca che svolgiamo qui, guadagnando visibilità e condividendo informazioni con un’ampia gamma di figure legate a BLOXHUB a livello internazionale.

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