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Football: Designing the Beautiful Game

L’evoluzione del gioco più bello del mondo in mostra a Londra fino al 29 agosto


Avvenimenti in prima linea per il mondo del calcio che a fine anno vivrà le atmosfere della FIFA World Cup 2022, la competizione calcistica più importante al mondo. Noto come lo sport piú popolare del pianeta, sia per il numero di praticanti sia per la schiera di appassionati al suo seguito, conta oltre 265 milioni di giocatori attivi e un pubblico di circa 3,5 miliardi di spettatori che, secondo le stime, hanno seguito la Coppa del mondo FIFA 2018. Numeri che ci fanno riflettere sul ruolo del football nella vita quotidiana.


Un gioco semplice, possibile ovunque e senza la richiesta di equipaggiamenti costosi, dietro al quale si muove un’industria complessa e determinata nel proiettare il calcio oltre i propri limiti tecnici e sportivi.


Ma come si è evoluto il gioco al pallone, dai primi episodi amatoriali del passato all’alta professionalità dei nostri giorni? Grande il contributo del design nelle trasformazioni storiche che hanno segnato gli ultimi 150 anni della disciplina, presentate in un percorso espositivo al Design Museum di Londra. Football: Designing the Beautiful Game, il titolo della mostra che guida i visitatori in un racconto organizzato in cinque aree, animato da oltre 500 oggetti e video insieme a interviste e registrazioni tematiche che trasportano il pubblico nella dinamica atmosfera del campo da gioco.

Performance, Identity, Crowds, Spectacle e Play i capitoli che coinvolgono i visitatori nella storia del design nel football, evidenziandone il merito nei progressi e ponendo in rilievo i team e i personaggi protagonisti.

Performance è la sezione che apre l’esposizione, dove il filo conduttore é l’evoluzione del design nello sviluppo delle componenti dell’attrezzatura della squadra. Dotazioni estese dove accanto alle scarpe e al pallone appaiono oggetti meno comuni quali i guanti dei portieri, i parastinchi e i fischietti degli arbitri. In vetrina i primi palloni per le partite dell’800, a forma irregolare con pesante finitura in pelle, poi trasformati in elementi aereodinamici per consentire competizioni piú lunghe e tattiche di tiro piú veloci e immediate.

Tra i modelli testimoni del calcio moderno l’Adidas Telstar (1974) qualificato da uno sviluppo con 32 pannelli in cui si alternano esagoni bianchi e pentagoni neri il cui disegno e l’alternanza tra i colori fu finalizzata ad una piú facile visione dell’oggetto da parte dei telespettatori.

Tra i “match ball” innovativi l’Adidas Atzeca (1986), primo pallone da calcio completamente sintetico rivestito in poliuretano e radicalmente meno pesante dei precedenti, seguito dall’Adidas Teamgeist Berlin (2006) a soli 14 pannelli e dal tanto criticato Adidas Jabulani (2010). Ultimo, solo cronologicamente, il pallone Nike Fligh (2020) nato dopo otto anni di ricerca che assicura traiettorie più precise del 30%, consiste in soli quattro pannelli termosaldati e presenta in superficie la rivoluzionaria tecnologia Aerowsculpt.

Forme nuove e materiali avanzati qualificano la storia del disegno delle scarpette da calcio. Dalle prime calzature in cuoio prettamente protettive e poco agili, ai modelli contraddistinti da involucri piú sottili e dalla presenza di tacchetti sintetici avvitati e sostituibili. Rilevanti le figure dei fratelli Adolf e Rudolf Dassler che alla fine degli anni ’40 fondarono Adidas e Puma impegnate nella produzione di prodotti particolarmente leggeri, ingegnerizzati per la rapida corsa dei calciatori.


In primo piano le scarpe dei grandi del calcio che hanno fatto storia tra cui emergono le Puma Super Atom, le Puma King Pele seguite dalle iconiche Adidas Copa Mundiale e dalle innovative Adidas Predator Pulse.


E il contributo del design persiste nella realizzazione di tutti gli oggetti studiati per conferire “Identity” alle squadre. Accanto al progresso dello stemma e del logo dei team, le mutazioni dei colori, del taglio, dei materiali tecnici e della grafica dei loro kit unitamente alla numerazione e all’identificazione del loro nome. Tra i coloratissimi indumenti e accessori in esposizione le maglie insolite di calciatori leggendari quali Pelé, Diego Maradona e Zinedine Zidane.
Teatro delle manifestazioni sportive gli stadi riuniti nella galleria dedicata a Crowd.

Ambiti progettati per una folla di tifosi numerosa e spesso scatenata, dove la ricerca delle qualità architettoniche si integra con i requisiti di sicurezza per il pubblico, la circolazione interna, l’acustica e la visuale. Il tutto al fine di evitare il ripetersi dei tragici incidenti del passato. Tra i modelli presenti San Siro, l’Alliance Arena di Herzog & de Meuron, l’Estádio Municipal de Braga di Edoardo Souto de Moura ed il Forest Green Rovers Eco Park di Zaha Hadid Architects, prima struttura interamente in legno.


Spectacle un’occasione per conoscere la mediatizzazione del gioco ed il ruolo delle nuove tecnologie nel consolidare il football come lo sport piú popolare nel mondo dello spettacolo.


Sotto la lente i tornei di calcio e la loro trasmissione al pubblico: dai programmi televisivi e radiofonici alla comunicazione attraverso la stampa e i social media attuali. Versatili anche le diverse possibilità di praticare il fottball, che in Play svelano l’influenza del calcio al di là del gioco nel perimetro del campo e tra gli esempi ricordano le raccolte di figurine e la sua presenza nei video game.La mostra, curata da Eleanor Watson del Design Museum, è stata creata in collaborazione con il National Football Museum di Manchester e con il supporto della Italian Trade Agency e di Exhibition Partner.

Presentando l’esposizione la curatrice Eleanor Watson ha spiegato: «Il calcio è un’industria di immenso significato in tutto il mondo e dà impiego ad un vasto network di professionisti altamente specializzati,dove  designer e architetti hanno svolto un ruolo importante nel dar forma allo sviluppo dello sport per piú di 150 anni. Football: Designing the Beautiful Game fa luce al ruolo che designer, architetti e tifosi hanno interpretato nella storia del calcio, dalle prestazioni in campo all’atmosfera lungo le pedane. È la storia del design dietro allo sport più popolare del mondo».

Foto in copertina: © Forest Green Rovers Render  

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