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Fano, la città cantiere che diventa il nuovo centro dell’architettura contemporanea

Durante la presentazione della storica rivista “Mappe”, verranno raccontati anche i progetti che stanno dando un nuovo volto al centro marchigiano


La trasformazione dello spazio urbano, l’accessibilità dei servizi integrati, la visione di una cittadinanza legata ai luoghi della comunità, tutto questo passa per Fano e per l’architettura che ha al centro l’uomo. Oggi Fano è “città cantiere”, con una visione proiettata sulla contemporaneità. In particolare, il concorso di idee per il nuovo parco urbano; la ri-funzionalizzazione del complesso ex Caserma Paolini; il concorso di idee per il nuovo waterfront; il progetto della Biblioteca federiciana che vede coinvolto l’architetto Mario Cucinella; la Fabbrica del carnevale e casa della Musica su progetto di Italo Rota e il Teatro romano.


Un pensiero nuovo sul territorio visto sempre e solo come patrimonio.


Una ricetta che funziona per l’antica colonia romana, ricca di storia e cultura, ma anche apprezzata località di mare con spiagge e servizi premiati dalla Bandiera Blu e un Carnevale famoso in tutta Italia che affonda le radici nel 1300. Un organico programma di investimenti pubblici e privati che la rendono un autentico laboratorio del contemporaneo legato alle nuove edificazioni, al recycle di aree e siti, fino al ridisegno di parti che insistono sulla morfologia dello spazio pubblico.

Per celebrare questo viaggio, in occasione della presentazione della storica rivista “Mappe N°16”, il 29 aprile alle 17 nella chiesa del Gonfalone della città marchigiana, si discuterà di aperture straordinarie, luoghi della cultura e luoghi di culto sorprendentemente vivi. Soprattutto si racconterà di questa fortunata stagione legata all’architettura, a partire dalla matrice legata a Vitruvio fino a tutti i nuovi progetti che vedono molti e importanti architetti impegnati in una vera modernizzazione a traino culturale, dove il progetto contemporaneo assume un ruolo strategico di sviluppo. Il progetto è curato da Cristiana Colli, realizzato in collaborazione con il Comune di Fano, la diocesi di Fano Fossombrone Cagli e Pergola, il Centro studi Vitruviani e l’associazione Demanio Marittimo.Km-278, e ha il patrocinio degli Ordini degli architetti di Ancona e Pesaro-Urbino.


L’iniziativa si aprirà con i saluti di Massimo Seri, sindaco di Fano, Vittorio Gagliardini, editore di Mappe e di Oscar Mei del Centro studi Vitruviani.


Sarà Francesco Benelli dell’Università di Bologna a introdurre con un contributo legato a Vitruvio, Fano e l’Europa, a illustrare in tutta evidenza il ruolo che questo autore ha avuto nella traduzione dell’architettura come linguaggio e come primissima forma dell’identità europea. Carlo Birrozzi, architetto e profondo conoscitore della regione per aver guidato la Direzione regionale del Mibact e oggi a capo dell’Istituto centrale del catalogo e della documentazione, connetterà memoria e immanenza nei processi di lunga deriva che attraversano realtà e i territori. Adriano Giangolini, dirigente dell’Urbanistica del Comune, e Stefano Marchegiani, consigliere comunale delegato, racconteranno i progetti che stanno alla base delle trasformazioni della città.

«Fano sta diventando oggi – racconta con enfasi Cristiana Colli – una piccola capitale dell’architettura della costa adriatica. La differenza con qualsiasi città marchigiana, ma anche italiana di queste dimensioni, è l’azione di sistema che si sta affermando».


Va oltre Vitruvio, anzi, utilizzando il linguaggio universale dell’antico architetto romano, con la scommessa della legacy tra Vitruvio e l’oggi, si approda nell’era contemporanea.


«Di fatto Vitruvio ha dato un linguaggio alla architettura e di fatto è entrato nel linguaggio europeo. Fano è una città moderna e la rivista Mappe va sempre, ormai da 25 anni, dove ci sono delle cose telluriche che si muovono. Fano è una di queste. Grazie anche a una forte collaborazione tra pubblico e privato, raccontare le Marche non più con gli occhi rivolti verso il passato, è un nuovo modo per guardare il futuro», conclude la Colli.

Durante l’evento saranno illustrati anche itinerari cittadini dedicati alla conoscenza del centro storico, con aperture straordinarie di chiese e luoghi unici come Memo, la Mediateca Montanari, che poggia su un affascinante sito ipogeo accessibile. Sarà anche possibile visitare la chiesa di San Francesco conosciuta anche col nome Tombe dei Malatesta – la stupefacente San Galgano cittadina – e le Chiese di San Pietro in Valle, Santa Maria Nuova, Santa Maria del Suffragio, San Pietro in Episcopio, Sant’Agostino e San Silvestro Papa.

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