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Gli “origami matematici” in mostra a New York

Al Momath, fino al 5 gennaio, è possibile osservare 24 opere create applicando sequenze, equazioni e algoritmi


© National Museum of Mathematics

La matematica? È anche arte. L’arte degli origami. È a questo connubio apparentemente improbabile che è dedicata la mostra “Math Unfolded: An Exhibit of Mathematical Origami Art” ospitata fino al 5 gennaio 2020 al Momath, il Museo nazionale di Matematica di New York.

«Prendi un pezzo di carta, fai alcune pieghe e improvvisamente otterrai un paesaggio di montagne e valli, ombre e luce. Fai più pieghe e avrai un oggetto profondamente sorprendente nella sua trasformazione e bellezza artistica»: questo l’incipit della mostra a cura di  Charlene Morrow e Wendy Zeichner, rispettivamente presidente e ceo di OrigamiUsa, la società americana dedicata agli origami alias all’arte della “piegatura della carta”, che sul proprio sito Internet mette a disposizione dei visitatori e degli appassionati diagrammi e modelli per realizzare “opere” di carta nonché libri e manuali per chi vuole approfondire la propria conoscenza sull’antica storia degli origami.

Math Unfolded è dedicata alle opere di 24 artisti che grazie all’uso di diagrammi e schemi matematici hanno realizzato opere avvincenti.  Una sfida affatto facile considerate la complessità delle creazioni, frutto di un lavoro certosino e artigianale che unisce sapienza tecnica e creatività. Lo scopo della mostra è proprio quello di mostrare origami che hanno un legame significativo con la matematica. Un unicum nel suo genere considerato che mai prima d’ora si era esplorato questo aspetto in una mostra d’arte. «È stato davvero divertente e interessante scegliere gli artisti che sono riusciti a esplorare la via artistica della matematica», ha sottolineato Morrow durante la presentazione della mostra.

© National Museum of Mathematics


Gli artisti selezionati, uno per ogni opera, hanno usato diversi materiali: dalla “tradizionale” carta al vinile passando da nastri in polipropilene.


© National Museum of Mathematics

Materiali modellati e lavorati per ottenere libellule e meduse, cavalli e coleotteri, ma anche vasi e sculture dalle forme inedite. Molti degli artisti hanno “curricula” in qualche modo legati al mondo della matematica, come ad esempio Robert Lang, fisico di professione che realizza origami da 50 anni e che alla mostra espone sette opere fra cui “Cyclomatus Metallifer, Opus 562” del 2010 che vede protagonista un coleottero – a metà fra uno scarabeo e uno scorpione – della famiglia delle Lucanidae, più noto come cervo volante. “Single-Sheet Pentasia, Opus 645”, opere realizzata nel 2013 si compone di un unico blocco di carta lavorato utilizzando una tecnica matematica che combina una griglia di triangoli equilateri in una matrice esagonale.

Quel che mi piace dimostrare è quanto sia profonda la connessione fra matematica e mondo reale, e di quanto la matematica sia anche nell’arte in cui difficilmente si pensa possa avere un ruolo.

Robert Lang

Single-Sheet Pentasia, Opus 645 ©Langorigami

Alcuni dei concetti matematici più complessi alla base delle opere includono la sequenza di Fibonacci, combinazioni e permutazioni, equazioni, frattali e algoritmi. «Anche senza pensare affatto alla matematica, si scopre la bellezza della matematica osservando gli origami», sottolinea Zeichner.

L’origami non solo diventa la rappresentazione di idee matematiche, ma incarna anche tanti aspetti e funzioni della vita biologica: alcune opere riproducono infatti sequenze di Dna e proteine. E l’origami si applica anche alla tecnologia airbag e agli stent medici. «Ciò si esplora per pura curiosità intellettuale – conclude Cindy Lawrence, ceo e direttore del National Museum of Mathematics – finisce per avere una sua utilità nel mondo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

foto in copertina: © Mary Inhea Kang for The New York Times

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