Il primo studio sul potenziale delle coperture solari su 271 milioni di strutture. Fondamentali per la neutralità climatica entro il 2050, ma oggi solo il 10% dei tetti europei ne è dotato
Quanto vale in Europa la partita dei tetti fotovoltaici in termini di abbattimento del consumo del suolo e di produzione di energia pulita? Qual è il potenziale di adozione di qui ai prossimi anni? In quali Paesi e con quali risultati? La prima mappatura con tanto di stime è stata elaborata – e si tratta di una prima assoluta- dal Joint Research Center della Commissione europea.
Il potenziale fotovoltaico sui tetti residenziali e non residenziali è stato stimato a livello di singolo edificio utilizzando il Digital building stock model nell’ultima release (quella del 2025) che contiene un set di dati geospaziali ad alta risoluzione di 271 milioni di edifici europei per una superficie di circa 37.370 km quadrati. Dall’analisi, pubblicata su Nature Energy, emerge tanto per cominciare che i tetti degli edifici in questione potrebbero ospitare circa 2,3 terawatt di capacità solare fotovoltaica di cui 1.800 Gwp sugli edifici residenziali (che rappresentano la percentuale maggiore del totale degli edifici, 87%−97% a seconda del Paese) e 500 Gwp su quelli non residenziali generando circa 2.750 terawattora di elettricità all’anno: una numerica che vale il 40% dell’elettricità necessaria nel futuro scenario a zero emissioni (al 2050).
Il fotovoltaico sui tetti, dunque, potrebbe svolgere un ruolo decisivo nel raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici dell’Ue nel breve e nel lungo periodo anche e soprattutto tenendo conto dell’evoluzione tecnologica – la conversione energetica è passata dal 18% nel 2018 al 22% nel 2025. “Ad oggi solo circa il 10% dei tetti europei è dotato di fotovoltaico e ciò evidenzia un sostanziale potenziale non sfruttato per generare energia pulita”, si legge nello studio in cui si specifica che utilizzare il fotovoltaico sui tetti genera numerosi benefici tra cui la riduzione delle emissioni di CO2, il raffreddamento della superficie di copertura, ulteriormente migliorato se combinato con impianti verdi, riduzioni immediate delle bollette energetiche e valori di proprietà migliorati di oltre il 66%.
“Accelerare sulla realizzazione di tetti fotovoltaici dovrebbe essere pertanto una priorità dei decisori politici”, anche perché gli edifici nell’Unione europea rappresentano circa il 42% del consumo energetico totale e il 36% delle emissioni di gas serra legate all’energia
“Il raggiungimento dell’obiettivo dell’Unione europea di neutralità climatica entro il 2050 richiederà sostanziali ristrutturazioni di edifici, poiché l’85-95% degli edifici esistenti dovrebbe rimanere in uso entro il 2050. Ciò rappresenta un’opportunità per integrare gli impianti fotovoltaici nelle ristrutturazioni degli edifici, migliorando contemporaneamente la loro efficienza energetica”.
Quasi tutti i Paesi dell’Ue hanno un potenziale superiore a 40 GWp, che corrisponde a 32 TWh-60 Twh annuali a seconda dell’irradiazione solare locale. Per la maggior parte dei Paesi (al netto di Cipro, Finlandia e Svezia), il potenziale di produzione di energia elettrica potrebbe rappresentate più del 50% del consumo attuale di elettricità. Germania e Francia i Paesi a più alto potenziale fotovoltaico sui tetti (rispettivamente 394 TWh e 432 TWh) che potrebbe soddisfare oltre l’80% dell’attuale domanda di elettricità. Diversi Paesi potrebbero eguagliare o superare il loro consumo attuale, in particolare la Grecia, Ungheria e Romania. La capacità fotovoltaica aumenta bruscamente con le dimensioni degli edifici: quelli superiori a 2.000 mq hanno più elevato potenziale, in particolare in Germania, Italia, Spagna e Paesi Bassi.
“I risultati mostrano che già per il 2030 oltre il 50% della capacità fotovoltaica prevista nei singoli piani dei Paesi dell’UE potrebbe essere soddisfatta solo dal fotovoltaico sui tetti non residenziali nella maggior parte dei casi. Identificando le regioni con un elevato potenziale fotovoltaico si può favorire la crescita delle comunità energetiche, incoraggiare partenariati pubblico-privato e sostenere iniziative energetiche decentrate, responsabilizzando i comuni, le città e gli stakeholder locali a pianificare strategie energetiche su misura a seconda delle esigenze. Inoltre, si potrebbero supportare progetti solari comunitari, consentendo a più famiglie o aziende di condividere i vantaggi di un’unica installazione fotovoltaica”.
C’è inoltre da considerare che il potenziale potrebbe essere ben più alto: l’integrazione del fotovoltaico non si limita solo ai tetti, ma si estende a tutto l’involucro edilizio: i moduli fotovoltaici possono essere utilizzati come rivestimento per le facciate, offrendo isolamento termico e acustico oltre alla produzione di energia. E sono disponibili in vari colori e finiture, inclusi effetti metallici. Sul mercato anche vetri trasparenti o semi-trasparenti con celle fotovoltaiche integrate da usare per lucernari, finestre, verande e balaustre di balconi, fornendo contemporaneamente luce naturale, isolamento e generazione energetica. Frangisole e schermature elementi di design combinano la funzione di protezione solare con la produzione di elettricità.
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