Riciclare e riutilizzare materiali di scarto per creare abiti, sculture e percorsi immersivi dedicati a diffondere la cultura dell’ecosostenibilità.
Riutilizzare i materiali di scarto e trasformarli in opere d’arte. Una scelta creativa che punta a veicolare un messaggio importante: i rifiuti sono parte dell’economia circolare e vanno reinterpretati sempre più in chiave sostenibile. In aumento in Italia le installazioni e le mostre dedicate all’“arte del rifiuto” e sono tre quelle appena inaugurate: a Trieste il Salone degli Incanti ospita la mostra “Scart”, al Museo di Storia Naturale l’installazione “Dentro la metamorfosi”, a La Vaccheria di Roma va in scena “Materia Comune”.
Pneumatici, materassi e bottiglie rivivono in abiti e sculture
“Il lato bello e utile del rifiuto” è il sottotitolo della mostra “Scart” di Trieste, promossa e organizzata da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Io Sono Friuli Venezia Giulia e Comune di Trieste, SCART, Gruppo Hera, AcegasApsAmga e Automobili Lamborghini. La mostra a cura di Maurizio Giani è visitabile fino al 3 maggio e «propone un dialogo virtuoso tra industria e arte, tra sostenibilità e creatività, dove il rifiuto non è la fine, ma l’inizio di una nuova storia», si legge nella presentazione del progetto. Due le sezioni principali: “Moda Sostenibile” e “Super Robot Scart e Lamborghini”. Riguardo all’area Moda
in mostra una collezione di 28 abiti e costumi di scena realizzati interamente con materiali di recupero:
c’è l’abito che nasce dalla sovrapposizione di guanti da lavoro difettosi e quello ricavato da camere d’aria di pneumatici dismessi, un mini-dress decorato con i numeri in legno della tombola provenienti da un’azienda che produce giochi da tavolo e le creazioni passano anche dal recupero degli scarti di materassi, bottiglie in plastica e imballaggi industriali.
La sezione dei super robot vede protagoniste sei sculture alte 450 cm e realizzate con materiali di scarto provenienti dalle linee produttive di Automobili Lamborghini e 12 pannelli con illustrazioni del fumettista Giuseppe Camuncoli che ha curato insieme a Giacomo Gheduzzi il character design dei robot. La realizzazione è il risultato del lavoro congiunto degli studenti delle Accademie di Belle Arti di Firenze, Ravenna e del POLI.design – Politecnico di Milano.
La metamorfosi degli oceani “annegati” dalla plastica
È promossa dal Comune di Milano e Marevivo e realizzata grazie al sostegno della Fondazione Hillary Merkus Recordati l’installazione immersiva “Dentro la metamorfosi” a firma dell’artista e architetta Maria Cristina Finucci e curata da Marcello Farabegoli, ospitata fino all’8 novembre al Museo di Storia Naturale . «La mostra suggerisce una riflessione sullo stato di salute degli oceani, oggi gravemente compromesso dall’inquinamento da plastica e dall’impatto di un modello di sviluppo insostenibile» si legge nella presentazione. L’installazione si configura come un dispositivo spaziale narrativo, un percorso sensoriale che traduce la crisi degli ecosistemi marini in un’esperienza immersiva. Non più solo osservatore, il visitatore viene condotto all’interno di una metamorfosi perturbante: quella che vede l’oceano trasformarsi da culla biologica a deposito antropogenico di polimeri e detriti. Il progetto si articola attraverso una successione di volumi gonfiabili, piccole “cellule” luminose. L’esposizione rappresenta inoltre il debutto di “Tracce”, primo di quattro nuclei tematici di un percorso multidisciplinare e quadriennale promosso dagli Istituti Scientifici del Comune di Milano – Museo di Storia Naturale, Acquario Civico e Planetario – dedicato al dialogo tra scienza e cultura.
I cartelli abusivi diventano opera pubblica
A Roma lo spazio espositivo La Vaccheria ospita “Materia Comune – dalla cura della città all’arte condivisa“ , un progetto – nato da un’idea di Renato Scattarella, sviluppato in collaborazione con Retake Roma, Idea Europa e sostenuto dall’imprenditore Andrea Rossi – che segna il debutto operativo di Virtuoso Italia, piattaforma che connette associazioni, imprese e istituzioni. L’installazione, a cura di Alessio D’Angeli, è il frutto della challenge “Staccali Tutti”:
migliaia di cartelli abusivi rimossi dai volontari di Retake Roma sono stati rigenerati per diventare un’opera pubblica condivisa.
In dettaglio sono stati utilizzati i pannelli in polionda originariamente installati abusivamente nello spazio pubblico che sono stati trasformati attraverso interventi di sottrazione e riuso. Processo che chiude un cerchio perfetto di economia circolare: dalla bonifica del territorio alla restituzione culturale: la mostra trasforma i rifiuti sottratti alle strade in “materia prima” per l’arte.
In copertina: Dentro la Metamorfosi © Maria Cristina Finucci



