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Le grandi mostre che raccontano il design contemporaneo

Da Sottsass a Urquiola, dai Vignelli a Es Devlin: un viaggio nelle esposizioni internazionali che raccontano l’evoluzione del progetto tra cultura, tecnologia e nuovi linguaggi espressivi


Il 2025 si è chiuso con un omaggio a un grande protagonista del design italiano: Ettore Sottsass. Alla Triennale di Milano, la mostra dal titolo Mise en scène (12 dicembre 2025 -15 febbraio 2026) offre un’occasione preziosa per andare oltre l’icona del progettista e riscoprire l’uomo dietro l’artista. Una selezione di scatti fotografici dedicati a viaggi, incontri e momenti di vita quotidiana svela un personaggio più intimo e curioso, profondamente immerso nel mondo. Non solo il padre di Memphis, ma un osservatore instancabile, capace di trasformare ogni esperienza in un linguaggio visivo nuovo. La fotografia, per il grande architetto e designer, non era un semplice strumento di documentazione, ma un modo per interrogare la realtà, scoprire dettagli minimi e registrare atmosfere e intuizioni che spesso riaffioravano nei suoi progetti. Scatti da cui emerge uno sguardo ampio sulla vita privata e pubblica di Ettore Sottsass e di sua moglie, Barbara Radice, senza quasi distinzione tra lavoro e tempo libero. Una occasione per conoscere anche aspetti meno esplorati della sua personalità e la capacità di leggere il mondo con uno sguardo disincantato e poetico, restituendo la complessità di un progettista che non ha mai smesso di interrogarsi sul senso degli oggetti e sul loro ruolo nel quotidiano.

Accanto alle celebrazioni dei grandi maestri, il 2025 ha visto emergere nuove voci che stanno ridefinendo il design internazionale. Al Cid (centro di innovazione e design) di Grand‑Hornu, in Belgio, la mostra Metamorphosa (14 dicembre 2025 – 26 aprile 2026) ripercorre cinque anni di ricerca di Patricia Urquiola, designer e architetta spagnola, su materiali, tecniche e processi, dove artigianato, tecnologia e sostenibilità si intrecciano per generare nuove forme ibride. La mostra apre anche uno sguardo sul suo immaginario più libero: creature fantastiche, organismi marini e figure alate che compaiono in arredi, superfici e tappeti, trasformando gli oggetti in presenze quasi viventi. Pur partendo da un universo personale, l’esposizione affronta un tema universale: la trasformazione della materia, del mondo e della nostra idea di bellezza. Ne emerge un’estetica nuova, capace di attraversare contraddizioni e mutazioni grazie alla forza immaginativa che caratterizza il lavoro di Urquiola.

Con l’arrivo del 2026, la Triennale di Milano inaugura una grande retrospettiva dedicata a Lella e Massimo Vignelli (25 marzo – 6 settembre 2026), coppia – nella vita e nel lavoro – che ha lasciato un segno decisivo nel design e nella grafica internazionale. Il percorso espositivo attraverserà la Milano del dopoguerra e approderà nella New York degli anni Sessanta, dove i due architetti si ritrasferirono nel 1965, riunendo arredi, oggetti e progetti. Grazie alla collaborazione con il Vignelli Center for design studies del Rochester institute of technology, custode di oltre 750.000 documenti, la rassegna porterà alla luce materiali raramente accessibili. In primo piano la coerenza di un linguaggio progettuale fondato su chiarezza, ordine e armonia: l’impronta di due designer capaci di unire rigore e sensibilità, dando forma a un’estetica senza tempo che continua a influenzare il design contemporaneo.

Celebrando il centenario della sua nascita, il Vitra design Museum dedica a Verner Panton una grande mostra al Vitra Schaudepot, a Weil am Rhein in Germania. Protagonista di Verner Panton: Form, Colour, Space (23 maggio 2026 − 9 maggio 2027) sarà l’intero arco della sua produzione: dalla celebre Panton Chair ai progetti di illuminazione e tessile, fino alle sue architetture meno note, ripercorrendo l’opera di uno dei creativi più innovativi del dopoguerra. Elemento centrale del percorso sarà la ricostruzione a grandezza naturale della Fantasy Landscape (1970): ambiente immersivo che restituisce la radicalità della sua visione e l’atmosfera sperimentale dell’epoca. Grazie al materiale proveniente dal Verner Panton archive del Vitra design Museum, l’appuntamento offrirà una lettura approfondita di un autore capace di muoversi tra pop, utopia e mondi organici, lasciando un segno duraturo nel design contemporaneo.

Londra accoglierà la prima grande rassegna dedicata al lavoro di Es Devlin (18 settembre 2026 — 11 aprile 2027), artista che negli ultimi trent’anni ha ridefinito il rapporto tra scenografia, tecnologia e partecipazione collettiva. L’esposizione, allestita negli spazi del Design Museum, ripercorrerà un percorso creativo che spazia dalle sculture sceniche cinetiche ai monumentali interventi pubblici, passando per le collaborazioni con alcuni dei più celebri musicisti al mondo, fino alle cerimonie olimpiche e agli iconici show del Superbowl. Al centro della retrospettiva ci sarà l’idea di “pubblico come società temporanea”, un concetto che Devlin ha sviluppato attraverso il teatro, l’opera e, più recentemente, con installazioni corali presentate in istituzioni di prestigio. Un incontro che consentirà uno sguardo inedito dietro le quinte di una delle figure più influenti della scena artistica e performativa contemporanea, rivelando la complessità e la visione che animano le sue creazioni immersive.

Il suono non è solo un’esperienza da ascoltare, ma un materiale da progettare. È da questa consapevolezza che prende forma Art of Noise, la grande mostra che il Cooper Hewitt Smithsonian design Museum di New York (13 febbraio – 16 agosto 2026) dedica al modo in cui il design ha modellato – e continua a modellare – il nostro rapporto con la musica. Dalle prime tecnologie di riproduzione ai dispositivi digitali contemporanei, l’esposizione racconterà un secolo di innovazioni in cui oggetti, immagini e ambienti sonori diventano protagonisti di una storia culturale che letteralmente vibra di creatività. Organizzata dal San Francisco Museum of Modern Art, l’esibizione riunirà oltre trecento opere tra poster, copertine di dischi, fonografi, radio portatili e sistemi audio, affiancate da installazioni immersive firmate dallo studio svedese Teenage engineering e dall’artista Devon Turnbull. Una narrazione che intreccia design, tecnologia e ascolto, mostrando come ogni epoca abbia reinventato il modo di “vedere” la musica.

In copertina © Ettore Sottsass, India, 1980

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