Un nuovo inizio per il museo romano con un ricco programma che comprende arte, musica, cinema e performance
Il Macro (Museo di Arte Contemporanea di Roma) riaprirà ufficialmente al pubblico l’11 dicembre con una stagione interamente dedicata alla Capitale e alla sua scena artistica contemporanea. Dopo mesi di lavori e riallestimenti, il centro d’arte guidato da Cristiana Perrella inaugura una nuova fase fondata sul dialogo con il territorio e sulle connessioni tra arti visive, musica, cinema e pratiche urbane. Per il primo weekend, dal 12 al 14 dicembre, l’ingresso è gratuito.
«Un museo contemporaneo deve creare connessioni e offrire strumenti per leggere il presente», ha spiegato Marco Delogu, presidente di Azienda speciale Palaexpo. Perrella ha riassunto così la visione che ha guidato la programmazione: «Immagino il Macro come un organismo flessibile e accogliente, capace di respirare insieme alla città e di restituirne il ritmo, le contraddizioni e le potenzialità».
Presente all’inaugurazione anche il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, che ha sottolineato come questo «sia un luogo che è stato capace di fare tesoro delle esperienze che lo hanno attraversato e di rilanciare ulteriormente la sua identità ibrida».
Al centro della nuova stagione ci sono quattro mostre, molto diverse tra loro per linguaggi e approcci. Fra queste, le due più direttamente legate alla trasformazione urbana, UNAROMA e Abitare le rovine del presente, definiscono con chiarezza l’orientamento della direttrice verso un museo che osserva la città e ne intercetta le energie dal basso.
La mostra collettiva UNAROMA, curata da Cristiana Perrella e dall’ex direttore del Macro Luca Lo Pinto, riunisce oltre settanta artiste e artisti di generazioni e linguaggi diversi. L’allestimento, progettato da Parasite 2.0, mette in scena un grande green screen che attraversa gli ambienti del museo: un dispositivo che diventa metafora della capacità della città di sovrapporre immagini, immaginari e comunità.
La mostra si sviluppa in tre sezioni: Set, un percorso associativo che occupa il piano terra; Live, che ogni settimana al primo piano ospita performance, dj set, proiezioni e interventi dal vivo e Off, una programmazione diffusa negli spazi indipendenti della città.
«UNAROMA funziona come un film che alterna momenti di quiete e di azione», sottolinea Perrella. Ed è proprio la dimensione del “piano sequenza” a marcare l’intenzione di fotografare la scena culturale romana in movimento costante, senza distinzione tra centri e periferie, ma come un ecosistema eterogeneo.
La mostra Abitare le rovine del presente curata da Giulia Fiocca e Lorenzo Romito di Stalker, collettivo di artisti e architetti nato nel 1995, nasce dall’esperienza presentata al Padiglione Austria della Biennale di Architettura 2025 e si concentra sui processi di rigenerazione che hanno trasformato, spesso dal basso, luoghi abbandonati o sottoutilizzati della città.
Spin Time, Corviale, Lago Bullicante, Ararat e Quarticciolo sono alcuni dei casi analizzati: spazi che raccontano come le “rovine della modernità”, spesso residuali nella pianificazione ufficiale, possano diventare risorse per pratiche di convivenza e uso sociale.
L’allestimento include anche uno “spazio di negoziazione”, pensato come piattaforma pubblica aperta a incontri e assemblee. Un’idea coerente con il quadro delineato dai curatori, che leggono Roma come un laboratorio di coevoluzione sociale ed ecologica.
La riapertura porta con sé anche alcune novità strutturali: i nuovi spazi didattici, un moderno cinema interno – che inaugura con la rassegna Cine-città – e il ristorante Materia, già operativo e integrato nella vita del museo. In programma anche la riattivazione degli spazi della biblioteca.
Per l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, la riapertura segna «un segnale forte di restituzione alla cittadinanza», parte di un’infrastruttura culturale più ampia su cui la città sta investendo. «Dove c’è partecipazione cresce la comunità, la libertà e si dà voce alle diverse anime della città», conclude.
In copertina: UNAROMA © Ela Bialkowska Okno studio



