Scattano le celebrazioni per i 100 anni dalla morte dell’architetto della Sagrada Família. A luglio il festival globale con tour esclusivi e aperture straordinarie in oltre 230 città
L’Italia si prepara a celebrare in pompa magna Antoni Gaudí (e non solo). A cento anni esatti dalla scomparsa del geniale architetto catalano – il 10 giugno ricorre la Giornata Mondiale dell’Art Nouveau (Wand) – l’associazione Italia Liberty dà ufficialmente il via alle celebrazioni con una grande conferenza interamente dedicata al maestro che ideò la Basilica della Sagrada Família a Barcellona il cui cantiere è ancora operativo. Un momento cruciale che fa da trampolino di lancio per presentare il ricchissimo palinsesto dell’Art Nouveau Week (https://italialiberty.it/evento/art-nouveau-week-edizione-2026/), il festival internazionale che dall’8 al 14 luglio 2026 celebrerà la corrente culturale di inizio Novecento in tutte le sue sfaccettature.
La geometria segreta di Antoni Gaudí
Il legame tra l’Italia e l’eredità del Modernismo si esprimerà quest’anno attraverso una serie di viaggi d’arte e architettura d’élite.
Il fiore all’occhiello delle iniziative targate Italia Liberty sarà il tour d’eccellenza intitolato “La geometria segreta di Antoni Gaudí”, in programma per il fine settimana dell’11 e 12 luglio.
Un’esperienza pensata per un pubblico selezionato di amanti dell’arte, nata per svelare sotto una luce inedita i segreti strutturali, le ispirazioni organiche e i capolavori dell’architetto spagnolo nel centenario della sua scomparsa.
A cura dell’esperto Andrea Speziali insieme con un comitato scientifico di rilievo, l’ottava edizione dell’Art Nouveau Week offrirà in Italia un programma capillare e di impatto urbanistico. Sono 230 le città coinvolte e in campo un’equipe di guide turistiche per le guidate giornaliere. Previsto l’accesso a palazzi, ville e complessi Liberty che sono normalmente chiusi al pubblico. Un’occasione unica per riscoprire un patrimonio architettonico nazionale tutelato dai vincoli urbanistici. Il filo conduttore dell’edizione 2026 è il mare, inteso come elemento naturale e decorativo.
L’Atlante del Liberty italiano
La mappa delle oltre 230 città coinvolte nelle varie edizioni dell’Art Nouveau Week dimostra come lo stile floreale e modernista non sia stato un fenomeno isolato, ma una rivoluzione estetica che ha unito l’Italia da nord a sud, declinandosi in tre grandi filoni geografici e culturali. La concentrazione maggiore si registra nelle regioni del nord, dove il Liberty ha coinciso con il boom economico e industriale di inizio Novecento. Lombardia e Piemonte (oltre 60 città) sono gli epicentri del festival. Accanto ai grandi centri come Milano (con l’eredità di Sommaruga) e Torino, il Liberty si sviluppa lungo i laghi (da Cernobbio e Bellagio sul Lago di Como, a Stresa e Arona sul Lago Maggiore) e nei villaggi operai simbolici come Crespi d’Adda.
Tra Venezia (con l’iconico Lido), Trieste e Gorizia, lo stile si contamina con la Secessione Viennese. Nel Trentino-Alto Adige (es. Merano e Levico), il Liberty diventa l’architettura d’elezione per il turismo termale e di cura dell’aristocrazia asburgica. L’asse si sposta poi sulle coste: da un lato la riviera ligure (da Sanremo a Genova e Savona), dall’altro la costa romagnola (Rimini, Riccione, Cervia, Cesenatico), dove i villini Liberty inventano letteralmente il concetto moderno di vacanza al mare.
Nel centro Italia, l’Art Nouveau dialoga con la storia antica, inserendosi con eleganza nei centri medievali o rinascimentali e nelle città d’acque. In Toscana spicca il polo di Viareggio (capitale del Liberty costiero), affiancato da città d’arte come Firenze e centri termali storici come Montecatini. Nel Lazio, oltre alla monumentalità di Roma, il festival tocca le storiche mete di villeggiatura della borghesia romana come Anzio, Ostia, Santa Marinella e le terme di Fiuggi.
Nelle Marche la diffusione è impressionante lungo tutta la costa adriatica (da Pesaro e Senigallia fino a San Benedetto del Tronto e Grottammare), mentre in Umbria il festival penetra nell’entroterra (Perugia, Terni, Spoleto, Foligno), dimostrando la versatilità del Liberty applicata anche alle arti applicate (come la ceramica di Deruta).
Scendendo lungo la penisola, l’Art Nouveau Week svela un Liberty “solare” spesso legato alle grandi famiglie armatrici o alla nobiltà agraria. La Sicilia vanta un patrimonio importante con ben 20 città. Palermo (con il borgo marinaro di Mondello) e Catania sono le capofila di uno stile unico, fiorito grazie ad architetti del calibro di Ernesto Basile. Il festival tocca anche perle come Taormina, Siracusa (Ortigia) e la ricostruzione post-terremoto di Messina.
In Puglia il Liberty si accende a Bari e nel Salento (Lecce, Nardò e le marine gallipoline), caratterizzato da splendidi villini eclettici. In Campania, oltre a Napoli e Salerno, spiccano le architetture flegree di Bacoli.
Il festival riesce a dare voce anche ad aree meno note ma ricchissime di dettagli Liberty: dai palazzi di Pescara e Teramo in Abruzzo, alle architetture minerarie e urbane della Sardegna (Cagliari, Iglesias, Sassari), fino ai centri calabresi come Reggio Calabria e Palmi, risorti a inizio Novecento con i nuovi canoni floreali.



