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Da Torino al mondo: C2C celebra 25 anni di cultura elettronica

Dal Lingotto alle Ogr, fino alle tappe internazionali tra New York e il Barbican di Londra

 

Sono passati quasi venticinque anni da quando, nel 2002, nasceva a Torino C2c festival. Allora si chiamava ancora club to club e si distingueva per una formula innovativa: un unico biglietto che consentiva l’accesso a più spazi della città, portando Torino verso una visione di comunità che deve e può viversi attraverso tutto il contesto urbano.

Nel corso degli anni, C2c ha saputo andare oltre i confini della semplice manifestazione musicale, affermandosi come un laboratorio di ricerca culturale in cui la musica elettronica e l’avant-pop dialogano costantemente con l’arte contemporanea, il design e le nuove forme espressive.


Una traiettoria che lo ha reso uno degli appuntamenti più riconosciuti della scena internazionale e una presenza ormai consolidata all’interno della Torino art week.


Nel 2022 il festival ha anche introdotto il suo nuovo simbolo: una figura alata, che rappresenta l’urgenza di rimettere al centro il corpo e la sua libertà, la dimensione collettiva della danza e l’ascolto come pratica culturale e sociale. Sintesi efficace di un progetto da sempre orientato a immaginare il futuro attraverso i linguaggi della contemporaneità.

Il percorso di crescita è stato costante. Anche per quanto riguarda le location. Dalla storica stagione al Lingotto, l’ex stabilimento Fiat, fino ad arrivare nelle Ogr Torino nel 2017, C2c ha costruito un’identità sempre più riconoscibile nel circuito globale dei festival di ricerca. Un percorso culminato nel 2025 con l’approdo a New York e che verrà consolidato il prossimo ottobre a Londra, al Barbican.

Oggi, alla soglia della prossima edizione, che si terrà dal ventinove ottobre al primo novembre di quest’anno, C2c festival si prepara a celebrare un traguardo importante. Più che una ricorrenza, l’evento rappresenta l’occasione per rileggere una storia che ha contribuito a ridefinire il rapporto tra musica, città e cultura contemporanea, guardando ancora una volta a ciò che verrà dopo.


Significativo è il ritorno dopo undici anni al Teatro Carignano: tra i più affascinanti teatri barocchi d’Europa, che ha accolto alcune delle più rappresentative performance nella storia del festival, come la prima mondiale di “Kode9 plays Burial” nel 2010.


A guidare il programma delle esibizioni sarà Robyn, protagonista di uno dei ritorni più attesi degli ultimi anni con il nuovo album “sexistential”. Accanto all’icona svedese, per la prima volta insieme in Italia ci sarà il duo di connazionali formato da Yung Lean e Bladee, figure tra le più influenti nell’evoluzione della cloud rap.

Uno degli appuntamenti più attesi è inoltre il ritorno di Arca, artista simbolo dell’avant-pop e presenza ormai storica per il festival, e quello di Kelela, tra le voci più innovative dell’r&b contemporaneo. Si aggiungono alla line-up alcuni dei nomi più influenti della nuova scena internazionale come Oklou, esordiente al C2c e tra le protagoniste del nuovo pop sperimentale europeo, Shygirl artista londinese tra le figure più audaci e sfaccettate del pop elettronico. Come The Avalanches, collettivo australiano di pionieri del collage sonoro, e Grouper, figura di culto dell’ambient-folk sperimentale.

Una selezione che conferma ancora una volta la capacità di C2c di riunire sullo stesso palco alcune delle personalità più influenti dell’avant-pop internazionale, in grado di definire le tendenze culturali e musicali dei prossimi anni.

In copertina: C2C Festival 2026 © C2C Festival

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