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© Claudia Rubino

Da Plan de Corones a Brunico, itinerari tra natura, architettura e innovazione

Il museo ipogeo di Zaha Hadid festeggia i suoi primi dieci anni


Architettura, natura e racconto si intrecciano in un percorso in alta quota nel cuore della Val Pusteria, dalle cime di Plan de Corones alla cittadina di Brunico, fino a Lienz.

Reinhold Messner, tra gli alpinisti più celebri al mondo, ha ideato sei luoghi in cui spazio, panorama e contenuto si fondono in un dialogo unico. E ciascuno restituisce, con linguaggi differenti, il rapporto tra l’uomo e la montagna: l’architettura non solo incornicia, ma racconta una storia. Ecco che i Messner Mountain Museum (MMM) invitano così a scoprire la montagna da prospettive sempre nuove: dal ghiaccio alla roccia, dalla storia dei popoli alpini al mito della montagna.


Festeggia quest’anno i suoi primi dieci anni il MMM Corones e rappresenta l’ultimo tassello di questo circuito museale, insieme a Firmian, Juval, Ortles, Ripa e Dolomites


Sorge a 2.275 metri di altitudine, sul Plan de Corones in Val Pusteria su un altopiano panoramico dell’Alto Adige, con una vista spettacolare sulle Dolomiti. Qui il museo è interamente dedicato all’alpinismo, tradizionale e moderno, e ripercorre oltre 250 anni di storia e di evoluzione della disciplina.

Un piccolo edificio ipogeo, firmato da Zaha Hadid Architects, che sembra nascere dalla roccia e fondersi con il paesaggio: architettura e alpinismo si incontrano in un luogo sospeso, dove tutto è ridotto all’essenziale. Anche il racconto è sobrio e diretto: al MMM Corones l’alpinismo non viene celebrato, ma analizzato. Silenzio, linee nette e nessuna distrazione, nessun rumore. E poi cemento, luce e silenzio, così prende forma lo spazio. Quattro volumi emergono dal terreno e si aprono verso il paesaggio. Oltre l’ingresso, dove si trovano l’accoglienza e un piccolo bookshop, una sequenza di rampe conduce ai tre livelli espositivi interrati. Nelle sale si sviluppa la mostra permanente con le vicine esposizioni temporanee, oltre ad un piccolo auditorium.

Anche i pannelli esterni e interni del museo sono realizzati in calcestruzzo gettato in opera, con colori che ricordano la roccia e il ghiaccio. L’opera è la prima in Alto Adige ad essere realizzata attraverso lo sviluppo parametrico, forgiando forme libere, morbide e fluide.

Segno distintivo, le tre grandi vetrate sulle Dolomiti, una delle quali si prolunga all’esterno trasformandosi in terrazza panoramica, portano la luce naturale dentro il museo. Un contrasto netto con l’interno, dove il percorso che appare come scavato nella montagna, guida il visitatore in un’atmosfera intima e a tratti labirintica.

Su una superficie di un migliaio di metri quadrati, la mostra indaga il significato profondo dell’affrontare la montagna: non come ricerca di successo, ma come confronto con sé stessi. Tecnologia, spirito pionieristico e riflessione filosofica si intrecciano. Tra le sale si apprezzano attrezzature storiche, opere d’arte moderne, citazioni a tema in tutte le lingue e cimeli, disposti lungo assi visivi che guidano lo sguardo verso le vette circostanti.


Spazio anche al cibo d’autore, a pochi passi dal Corones, sorge infatti AlpINN, considerato uno dei ristoranti più panoramici di Italia che si trova nella stessa struttura che ospita il museo Lumen


Il complesso nasce dal recupero dell’ex stazione della funivia, un progetto dell’architetto locale Gerhard Mahlknecht, che unisce fotografia, architettura e appunto arte culinaria. Il ristorante è parte integrante del progetto “Cook the Mountain”, ideato dallo chef tre stelle Michelin Norbert Niederkofler insieme al socio Paolo Ferretti: un manifesto gastronomico che valorizza la montagna attraverso ingredienti locali, stagionalità e tradizione, pensati in chiave contemporanea per promuovere sviluppo sostenibile ed economia del territorio.

AlpiNN, curato da Martino Gamper, designer di origini altoatesine, è uno spazio panoramico pensato come una “stube tirolese” sospesa nel vuoto, a picco sulla vallata sottostante, dove le vetrate a tutt’altezza permettono una vista panoramica a 360°.

Scendendo a valle, l’avvio di un tour che lega strettaemnte architettura e natura. A Brunico, uno dei centri principali della Val Pusteria, sorge il NOI Techpark, distretto della ricerca e dell’innovazione ispirato al principio “Nature of Innovation”. Progettato da KUP Architekten, riunisce in un unico complesso aziende, università, spazi per eventi, coworking e ristorazione, configurandosi come hub di networking e sostenibilità.

Premiato in un concorso internazionale, il progetto si distingue per l’integrazione dei volumi nell’orografia del sito e per la qualità degli spazi esterni, articolati su due livelli a formare una piccola piazza. Il polo di Brunico consolida la rete altoatesina dei distretti dell’innovazione, con particolare attenzione a mobilità sostenibile e tecnologie produttive in dialogo con il paesaggio alpino.

Poco distante la Biblioteca civica, un’architettura aperta, trasparente e contemporanea dello Studio Aichner, edificio in cemento dall’immagine leggera, che grazie ai pilastri sottili sembra fluttuare sulla piazza coperta antistante. L’architettura si caratterizza per le ampie facciate vetrate e per la copertura a sbalzo. La scelta di colori brillanti contribuisce a creare un’atmosfera vivace.

Ancora, da Brunico parte una delle ciclovie più suggestive dell’Alto Adige: un itinerario nella natura che conduce fino a San Candido e prosegue verso Lienz.

Lungo il percorso sosta alla fabbrica Loacker, che ha celebrato i suoi 100 anni di attività. Per l’occasione l’azienda ha scelto di trasformarsi in società Benefit, rafforzando l’impegno per uno sviluppo sostenibile in ambito ambientale, sociale e tecnologico. La visita diventa così una tappa che unisce gusto valori e innovazione.

In copertina: © Claudia Rubino

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