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Aree verdi Sheep Meadow in Central Park, United States. Photo courtesy of Central Park Conservancy.

Aree verdi da salvaguardare: l’iniziativa “Cultivating Resilience”

Il Wmf ha individuato cinque siti nel mondo da tutelare dagli effetti del cambiamento climatico


Central Park a New York, il grande fossato della Torre di Londra, i terreni agricoli Waru Waru in Perù, i giardini galleggianti di Xochimilco in Messico e la foresta sacra di Osogbo in Nigeria. Sono queste le cinque green areas entrate nella lista dei siti da salvaguardare dagli impatti del cambiamento climatico nell’ambito dell’iniziativa “Cultivating Resilience”, tenuta a battesimo nel 2024 e focalizzata sui giardini storici e luoghi paesaggistici (inclusi boschi e fattorie galleggianti). Iniziativa promossa dal World monument fund (Wmf), la principale organizzazione non governativa mondiale dedicata alla salvaguardia del “patrimonio” culturale, ambientale, sociale e persino “spirituale” dell’umanità (mappati oltre 700 siti in 112 Paesi).

«Il cambiamento climatico è una delle minacce più urgenti che il patrimonio culturale deve affrontare – sottolinea Bénédicte de Montlaur, presidente e ceo del World monuments fund –. Sviluppando soluzioni di adattamento climatico nei giardini storici, affrontiamo questa sfida a testa alta, investendo negli spazi verdi che salvaguardano sia l’equilibrio ecologico sia l’identità culturale.


L’adattamento climatico e la tutela culturale sono sfide che vanno affrontate di pari passo: preservare il passato aiuta le comunità a prepararsi per il futuro»


Secondo l’associazione l’individuazione dei siti da tutelare è fondamentale, oltre che per promuovere lo scambio di conoscenze fra i professionisti dell’ambiente, per rilanciare una serie di progetti di riqualificazione che fanno leva in particolare su tecniche tradizionali di orticoltura e la gestione delle risorse idriche.

«La tutela dei giardini storici e delle aree paesaggistiche è essenziale per la lotta al cambiamento climatico – evidenzia Meredith Wiggins, senior director of Climate adaptation del World monuments fund –. I parchi urbani sono determinanti per il raffrescamento di interi quartieri in particolare nelle stagioni più calde per abbattere le ondate di calore. Gli alberi assorbono l’acqua piovana e il carbonio e i territori verdi favoriscono la sicurezza alimentare e la biodiversità. Soluzioni concrete alle attuali sfide climatiche e importanti, al contempo, per connettere le comunità alla storia e alla natura».

Importanza culturale, vulnerabilità ai cambiamenti climatici e replicabilità dei modelli di adattamento climatico i tre fattori che hanno portato alla scelta dei cinque nuovi siti del programma Cultivating Resilience nell’ambito di un bando “open”.

Central Park a New York. Area verde urbana punto di riferimento culturale per i newyorchesi e considerata una vera e propria opera d’arte, fra le più importanti del XIX secolo, Central Park è al centro di un’iniziativa che vede in campo il Wmf e la Central Park conservancy (l’organizzazione no-profit responsabile della gestione del parco). Il Wmf condurrà una serie di valutazioni sul rischio climatico e sulla biodiversità e proporrà strategie di adattamento per promuovere la resilienza climatica. Interventi che puntano a rafforzare le funzioni ecologiche del parco, preservandone al contempo l’integrità storica.

Il fossato della Torre di Londra. Rivitalizzare le infrastrutture storiche per una migliore gestione delle acque e introdurre paesaggi “umidi” a supporto della biodiversità urbana: questo il progetto a cui lavora l’organizzazione Historic royal palaces con il supporto del Wmf affinché il fossato quasi millenario e già protagonista di iniziative in chiave “green” come la realizzazione dell’orto durante la Seconda guerra mondiale, possa fungere da modello nel ruolo di spazio verde sostenibile. Nell’ambito del progetto è prevista anche l’installazione di sistemi di monitoraggio ambientale e saranno effettuate valutazioni sulla biodiversità per rafforzare la resilienza ecologica del fossato, accrescendo al contempo la consapevolezza pubblica del valore storico e ambientale futuro.

Le Chinampas di Xochimilco. Le Chinampas di Città del Messico – fra i più antichi sistemi agricoli di zone umide al mondo – sono protagoniste di un progetto che vede in prima linea il Wmf per la riabilitazione delle infrastrutture di canalizzazione essenziali per la salubrità delle acque, la vita delle specie vegetali legate alle coltivazioni tradizionali e il recupero di appezzamenti di terreno inutilizzati. Misure che contribuiranno a rivitalizzare un sistema agricolo ancestrale e a sostenere la resilienza ecologica e il patrimonio alimentare locale.

Il Bosco sacro di Osun-Osogbo. È considerato un luogo di culto vitale e culturale il sito sacro Yoruba, fondato più di quattro secoli fa, e il Wmf si occuperà della conservazione strutturale di santuari e sculture monumentali, conducendo studi per comprendere come sostenere l’ecosistema autoctono ad adattarsi e prosperare. Un lavoro votato alla salvaguardia delle infrastrutture sacre per consentire alle comunità locali di portare avanti le pratiche culturali e spirituali.

I campi agricoli Waru Waru. I campi Waru Waru – costruiti nel bacino del Lago Titicaca – sono considerati un’opera indigena ingegnosa e altamente resiliente per la coltivazione in ambiente ostile. Il Wmf sta collaborando con le comunità agricole locali per ripristinare i campi degradati contribuendo a promuovere le pratiche agricole tradizionali. La rivitalizzazione dei campi non solo aumenterà la produttività locale, ma preserverà anche un modello di agricoltura adattabile al clima.

In copertina: © Courtesy of Central Park Conservancy

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