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A Gorizia, il tunnel d’arte digitale più lungo d’Europa: l’AI di Refik Anadol prima opera in scena

Ha aperto al pubblico il 17 dicembre a Gorizia il più grande tunnel digitale d’Europa, una galleria d’arte unica nel suo genere, lunga 300 metri e totalmente rivestita a Led al punto da cubare circa mille metri quadri di superficie “immersiva”. La Digital Art Gallery è figlia del rinnovo della Galleria Bombi “uno dei pochi esempi di riqualificazione che non solo migliorano un’infrastruttura, ma la rendono addirittura un patrimonio d’arte”, ha sottolineato il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, in occasione del taglio del nastro. La Galleria Bombi era stata realizzata in epoca asburgica e il tunnel è stato utilizzato anche come rifugio antiaereo. «Investimenti di questo tipo valorizzano la città e lasciano un’eredità permanente al termine di Go!2025. Continueremo a lavorare per rendere Gorizia e Nova Gorica sempre più capitali dell’arte digitale».  La prima opera in “scena” più che in mostra è a firma di Refik Anadol, tra i più influenti digital artist al mondo e pioniere dell’arte generativa basata sull’intelligenza artificiale (le sue opere sono esposte al Centre Pompidou di Parigi, al Moma di New York, al The Sphere di Las Vegas e in Italia a Palazzo Strozzi a Firenze) che non a caso


l’ha intitolata “Data Tunnel” e l’ha concepita ad hoc per la città friulana dando vita a un flusso visivo continuo che attraversa l’intera estensione del ledwall e trasforma la galleria in un organismo digitale “vivente”


In dettaglio il ledwall lungo 100 metri e largo 9,25 metri crea una superficie complessiva di 925 metri quadrati. Ma soprattutto la distanza fra i singoli pixel, di appena 2,5 millimetri e una risoluzione di 40.000×3.700 pixel danno vita a uno schermo ad altissima definizione, gestito da 5 workstation professionali e 20 segnali 4K per la riproduzione video. Ma protagonista assoluta è l’intelligenza artificiale: l’anima dell’opera è il Large nature model sviluppato dallo studio di Anadol (la potenza di calcolo è fornita da Google Cloud) e addestrato su dataset ambientali pubblici che includono immagini, pattern naturali, frammenti di ecosistemi e trasformazioni biologiche. I dati sono tutti open source in nome dell’etica dei dati e della trasparenza e nessun dato personale o proprietario viene utilizzato nella generazione delle opere, ci tiene a puntualizzare lo studio.

«Il data tunnel realizzato con il genio di Refik Anadol – ha evidenziato il consigliere regionale Diego Bernardis – è un asset strategico per il nostro turismo e per l’economia locale. Con oltre 100 metri di tecnologia immersiva, Gorizia si dota oggi di un magnete capace di attrarre visitatori da ogni dove, unendo la storicità delle nostre architetture alla più avanzata frontiera dell’arte digitale. Abbiamo creato un luogo dove l’intelligenza artificiale dialoga con l’identità del territorio, rendendo la cultura accessibile, spettacolare e gratuita per tutti i cittadini».

Intanto al Castello di Gorizia debutta una nuova proposta multimediale, un’immersione in atmosfere medievali e rinascimentali. La Corte dei Lanzi farà da cornice agli spettacoli di video mapping tematico dal titolo “Nel Castello tra Conti e cavalieri, dame e servitori”, realizzato nell’ambito del progetto Bando Borghi. «Il Castello, monumento simbolo della storia millenaria della nostra città, diventa sempre più bello e godibile:


vanno in questa direzione le dotazioni multimediali di cui lo abbiamo fornito, che arricchiscono gli arredi storici e le opere d’arte consentendo di immergersi nell’atmosfera storica che si respira nel maniero»


commenta il sindaco, Rodolfo Ziberna. Il progetto si fonda su un’infrastruttura di sei proiettori ad alta potenza in grado di sprigionare una luminanza di 86.500 lumen. Questa dotazione tecnica permette di sovrascrivere l’architettura storica con contenuti multimediali che ricostruiscono la vita quotidiana e i fasti del maniero. Lo spettatore non è più un osservatore passivo, ma viene immerso in un ambiente dinamico dove banchetti, investiture e scene di vita di corte ridisegnano la percezione degli spazi interni ed esterni.

 In copertina: Refik Anadol © Data Tunnel 

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