Search for content, post, videos

Formula E, il campionato è tra “cervelli” per la guida autonoma

L’università di Pisa gareggia con squadre russe, austriache e tedesche per mettere in pista un DevBot intelligente


Realizzare la prima auto elettrica al mondo in grado di gareggiare – senza pilota – su un circuito di Formula 1. Questo il progetto, già in fase avanzata, che vede in competizione una serie di team internazionali. E in “gara” c’è anche l’Italia con il Centro di ricerca E. Piaggio dell’Università di Pisa. Il campionato Roborace vede coinvolto il Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’ateneo pisano che dovrà vedersela con le squadre al lavoro in Russia, Austria e Germania.

La sfida consiste, prima ancora che nella gara vera e propria in pista, nella realizzazione del “cervello” elettronico per il DevBot, un veicolo elettrico autonomo con  un motore di 184 cv, equipaggiato con un sistema di guida basato su radar, Gps, telecamere e sensori a ultrasuoni che consentono  una visuale a 360 gradi. «La sfida più importante riguarda l’intelligenza della vettura», spiega Danilo Caporale, a capo dello sviluppo tecnico del team pisano.


Il sistema messo a punto dall’Ateneo italiano si chiama Tazio, in omaggio al pilota Nuvolari.


Robo Team Italia

Il sistema «prende ispirazione dal comportamento di un pilota umano esperto, cercando di migliorarne il comportamento in gara», spiega ancora Caporale, e fa leva sull’intelligenza artificiale, che avrà il compito di formulare il pensiero strategico-tattico dell’auto. L’elaborazione sarà sulla base dell’analisi delle informazioni provenienti dai sensori laser, dalle telecamere, dagli accelerometri e dal Gps. Il “cervello” dovrà quindi elaborare la migliore traiettoria in fase di gara nonché gestire le manovre di sorpasso individuando il momento ideale per battere le altre auto a guida autonoma in pista.

Ad oggi – fa sapere l’ateneo pisano – le auto sono già in grado di superare i 200 km/h in modalità autonoma nonché di adattarsi ai regolamenti di gara sulla base della tipologia della pista ma anche delle condizioni meteo. Di rispondere, insomma, a tutti i criteri messi a punto a garanzia della sicurezza.


Durante la gara su pista le squadre non potranno intervenire in alcun modo da remoto: le auto si sfideranno tarandosi sul cosiddetto livello 5 (in gergo tecnico) che prevede appunto la totale autonomia dei veicoli.


Attualmente i veicoli in commercio – puntualizza il team toscano – raggiungono un’autonomia di livello 3, che dispone il controllo da parte del guidatore in caso di necessità, ossia a fronte di situazioni di criticità.

A garanzia della sicurezza, durante la gara, un team di Race Control Engineers monitorerà in tempo reale il comportamento delle vetture intervenendo in caso di emergenza attraverso l’invio di un segnale d’arresto immediato al veicolo.

La squadra pisana sta lavorando al progetto in laboratorio: sarà fondamentale infatti testare gli algoritmi e l’hardware in condizioni difficili da replicare in ambito stradale. «Dobbiamo lavorare sulla ‘prontezza di riflessi’, per questo saranno via via introdotti degli elementi di disturbo in pista, come ad esempio la presenza di oggetti. E il veicolo dovrà imparare sempre meglio, e sulla base dell’esperienza, a correggere la traiettoria in tempo reale, in particolare in fase di sorpasso».

Season Alpha, stagione di prove e gare su circuito. © Roborace.com

I russi vantano per ora il miglior stato di avanzamento delle sperimentazioni nella “Formula autonoma” ma gli italiani sono più avanti nelle attività di localizzazione, controllo e pianificazione, capacità essenziali per la messa a punto del “cervello” dell’auto.

Dopo i primi test su pista andati in scena il 24 agosto del 2016 a Donington, in Inghilterra, un veicolo autonomo DevBot guidato dal pilota Ryan Tuerck ha sfilato all’E-Prix di Roma nel 2018 (di cui abbiamo scritto nel pezzo su E-mobility e innovazione). Quest’anno ha preso il via la cosiddetta Season Alpha, stagione di prove e gare su circuiti dedicati in Europa (ancora in corso) durante le quali viene utilizzata la nuova macchina DevBot 2.0. Nel mese di agosto si è conclusa la prima Roborace Localisation Challenge, presso il circuito ungherese di Zala Zone, sulle sponde del lago Balaton, in Ungheria. Circuito in cui possono essere testate sia le auto da corsa, su pista, sia le utilitarie, in un’area che ricrea un percorso tipico da centro urbano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione. Accedendo a questo sito, chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi